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Brenta solitario - Corno di Senaso

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Montagna oltre lo scialpinismo

Gitatranquilla Rispondi citando



Registrato: 25/10/15 16:34
Messaggi: 34
Luogo di residenza: Gardone Riviera (BS)

MessaggioInviato: Mar Ago 08, 2017 9:08    Oggetto: Brenta solitario - Corno di Senaso
 
2017-05-08 Brenta solitario - Corno di Senaso
Temendo il traffico stradale, oggi si opta per un giro vicino a casa; si va nel gruppo di Brenta, parte sud, per un percorso in mira da tempo ma mai troppo approfondito. Si tratta del Corno di Senaso (detto anche Cimon di Cresole), posto sullo spartiacque tra la val di Vallon e la val d'Ambiez.
Trovate una buona descrizione a questo link: http://www.cai-nave.it/documenti/pdf/corno%20di%20senaso%20rel.pdf.
L'accesso stradale e' dalla val d'Algone, dove non vado da parecchi anni. La si percorre fino al rifugio Ghedina, dove si paga il tributo giornaliero per la percorrenza ed il parcheggio (4 euro). Dopo circa 1200 m si parcheggia in corrispondenza di un tornante, lo spazio per le auto non e' molto ma state tranquilli che c'e' posto perche' nella valle che percorreremo non c'e' mai nessuno. Siamo intorno a quota 1200 m e subito un cartello ci avvisa sul comportamento da tenere in caso di incontro ravvicinato con l'orso; in particolare, mi raccomando, non reagite se il malcapitato animale vi dovesse attaccare ma mostrate sempre un atteggiamento comprensivo, docile e passivo, altrimenti verrete denunciati (come accaduto nei giorni scorsi) e gli animalisti diranno che siete stati voi ad attaccare la povera ed innocua bestiola.
Passiamo oltre. Ecco il percorso che abbiamo seguito noi:



Si imbocca subito la val di Vallon, superando la sbarra, con la carrareccia di fondovalle; questa finira' molto presto, trasformandosi in un sentiero stretto ma evidente, che costeggia costantemente l'alveo del torrente (in secca). Evidenti risparmi sono stati condotti sulla vernice bianca e rossa (sv. n. 359), su un percorso che non e' oggetto di manutenzione ne' di pulizia, e che con tutta evidenza e' tutt'altro che battuto. A tratti il segnavia si perde proprio nell'alveo del fiume, travolto da qualche ondata, ma bene o male non e' difficile recuperarlo. Dopo un primo tratto abbastanza dolce, ci si inerpica proprio ai margini dell'alveo del torrente, molto ripidamente, poi ci si sposta in un canale prativo alla sinistra, finche' non ci si presenta davanti una ampia conca dolomitica ancora nell'ombra mattutina. Siamo a circa 1800 m di quota e finalmente si puo' fare una pausa, perche' fino a qui (circa 1 ora) quasi non si e' potuto respirare.
Ora il sentiero cambia decisamente direzione



dirigendosi con un lungo traverso verso nord-est, alternando ripidi strappi, parti in falsopiano ed alcune brevi discese, in direzione del passo del Forno. Si passa in zone verdi dove ancora ad agosto ci sono le stelle alpine:



Giunti in una conca prativa in un'altra oretta, quota circa 2100, si aggira uno sperone roccioso passando a sinistra su un ripido ghiaione



Incontriamo qui l'unica anima vivente della giornata, uno straniero piuttosto spaesato che ci chiede da che parte si deve andare: gli indichiamo la direzione, lo superiamo mostrandogli la via ma nel giro di 5 minuti e' sparito, poveretto, e non lo vedremo piu'. Purtroppo per lui la parte piu' interessante del percorso arriva adesso: superando alcuni dossi ed avvallamenti, sempre seguendo (con un po' di immaginazione) il segnavie, si giunge in breve alla Busa di Vallon Basso, dove la vista si apre verso la testata della valle



con le cime piu' alte a far capolino dall'altezza dei loro 2900 m. La valle e' solitaria e selvaggia ed in lontananza avvistiamo alcuni animali. La nostra vetta non e' ancora visibile, nascosta da uno sperone roccioso alla nostra destra. Fanno capolino alcune fioriture nei posti piu' impensabili:



Ora bisogna proseguire per circa mezz'ora sul fondo della valle, con qualche saliscendi, su terreno un po' scomodo



aggirando lo sperone, fino a che sulla destra compare, evidente, il passo del Parol (2680)



per il quale dovremo per forza passare con il seguente percorso:



Si attacca da principio il ripido ghiaione che scende dalla nostra destra; giunti alla sommita' conviene evitare l'invitante canale ghiaioso che si presenta davanti a noi per risalire invece (I/I+), le facili roccette poste alla sua destra



Si raggiunge un altro pianoro ghiaioso sul quale ci si sposta a sinistra per rimontare poi alcune altre facili roccette. Si sbuca cosi' sui ripidi ghiaioni



che in breve conducono al passo del Parol, da dove e' sempre piu' ampia la vista sulla parte alta della selvaggia val di Vallon





Noi speriamo di vedere qualcosa anche dall'altra parte ma, ahinoi, le nebbia ce lo impedisce:



Sia come sia, percorsi i ghiaioni che adducono al passo spostandosi progressivamente sulla destra, ammirando il Vallon dall'alto



si e' ormai in mira della vetta:



Per arrivarci ora bisogna rimontare alcuni ripidi dossi su terreno spaccagambe (pietraia) fino alla base di due evidenti canali; vanno bene entrambi ma noi abbiamo scelto quello di destra, che ci pareva meno impegnativo. Per quanto facile, comunque, si tratta di un canale di pendenza sostenuta (secondo me piu' di 40 gradi), con ghiaie franose e sfasciumi



quindi da percorrere con estrema attenzione e le dovute cautele (uno alla volta); noi lo abbiamo risalito aggrappandoci alle rocce poste alla sua sinistra. Ecco il canale visto dall'alto:



Sia come sia, pur con la lingua di fuori, in pochi minuti si sbuca alla sua sommita'; a questo punto mancano pochi minuti alla vetta, che si raggiunge seguendo sulla destra la facile cresta (attenzione in discesa al materiale friabile):





Non c'e' una croce di vetta ma solo alcuni grossi ometti disseminati sulla piatta ed allungata sommita'.



La vista spazia dalla val d'Algone, nostro punto di partenza (a sinistra)



alla valle percorsa con le sue vette di coronamento (cima di Vallon, cima Pratofiorito) e, piu' lontano, cima d'Agola, tutte tra i 2900 ed i 3000 m.





Non so dirvi cosa si veda verso la val d'Ambiez perche', come al solito in Brenta estivo, il versante sud e' appestato da nebbie fitte



probabilmente dovute all'umidita' risalente dal lago (Garda? Toblino-Sarche? Molveno?).
Noi ci siamo arrivati in 4 ore giuste giuste, ma solo perche' stranamente oggi le abbiamo azzeccate tutte. Nonostante la labilita' delle indicazioni, comunque, con condizioni di buona visibilita' il percorso risulta piuttosto intuitivo ed e' effettivamente difficile sbagliare. In caso di nebbia, invece, specie nella parte sommitale, attenzione perche' le cose si complicano.
Si ritorna tramite lo stesso percorso, a meno che non vogliate, una volta scesi in fondovalle (a circa 2350 m di quota), risalire al passo del Vallon (2870) e poi scendere verso il rifugio XII Apostoli e poi in val d'Algone attraverso la selvaggia val di Sacco, con successivo rientro lungo la carrozzabile di fondovalle. Noi abbiamo prontamente scartato l'idea: 1700 (e rotti) metri di dislivello, su un terreno quasi sempre pietroso e scomodo, ci bastavano, anche se i km sono solo 12 e rotti.
Un po' di attenzione sui tratti piu' ripidi in discesa:



Adesso la valle e' illuminata dal sole pomeridiano:



cosi' come l'intero percorso di rientro, in ombra stamane:







Per la discesa dal medesimo percorso di salita, con alcune varianti dovute a qualche errorino, a noi sono servite 3 ore e mezza.
Infine una segnalazione: se volete emularci portatevi da bere in abbondanza perche' di acqua lungo il percorso non ne abbiamo trovata nemmeno una goccia. La salita, fortunatamente, la mattina e' all'ombra ma poi fa caldo...
Alla prossima gita un po' selvaggia!
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Ruthi Rispondi citando



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MessaggioInviato: Mer Ago 09, 2017 6:29    Oggetto:
 
ciao, report dettagliato e utile - come sempre.
bravi a trovare questi angoli "tutto per voi" Very Happy
il link per la descrizione non mi funziona.....
alla prossima! Very Happy
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Gitatranquilla Rispondi citando



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MessaggioInviato: Mer Ago 09, 2017 8:00    Oggetto:
 
Nel link è finito anche il punto alla fine della frase. Usa il link e cancella il punto finale dopo l'estensione "pdf", e poi funziona.
Ciao
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sergio63 Rispondi citando



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MessaggioInviato: Mer Ago 09, 2017 8:28    Oggetto:
 
il sentiero non è segnato perché dismesso da anni...nell ultimo volume dei sentieri della sat non è riportato...tutta la zona del vallon sarebbe riserva integrale Wink
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Gitatranquilla Rispondi citando



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MessaggioInviato: Mer Ago 09, 2017 9:09    Oggetto:
 
Eh, in effetti si siamo accorti....
Riserva integralmente riservata all'orso.... però noi non l'abbiamo visto. Pazienza, sarà per la prossima volta.
Ciao
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sergio63 Rispondi citando



Registrato: 28/12/07 01:34
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MessaggioInviato: Mer Ago 09, 2017 9:29    Oggetto:
 
Gitatranquilla ha scritto:
Eh, in effetti si siamo accorti....
Riserva integralmente riservata all'orso.... però noi non l'abbiamo visto. Pazienza, sarà per la prossima volta.
Ciao


no tranquillo, l'orso passa ma preferisce stare sul fondo valle...c'è almeno una femmina con piccoli e un altro adulto...ma non ci sono mai stati problemi e di campeggi ce ne sono... Wink

anche a malga movlina mai nessun danno... misteri ?

comunque ognuno può avere le sue idee ma un corretto comportamento bisogna cercare di tenerlo...sull'orso (tutta la storia...) consiglio a tutti la lettura del bel libro di matteo zeni "in nome dell'orso" molto equilibrato ed esaustivo su storia e comportamenti, cosa difficile di questi tempi a quanto pare...

p.s.
in zona sono più pericolose, visti anche i sentieri, le zecche. La mia compagna due anni fa ha dovuto farsi una cura da cavallo di antibiotici... Wink

suggerimento 1...
io di solito bivacco nelle ultime conche di mughi prima del bivio fra le tracce per il passo del forno ed il vallon alto (per noi locali il vallon è la zona dove hai parcheggiato e il vallon alto tutto il doppio vallone sospeso in quota che sulle cartine viene chiamato busa di vallon inferiore e superiore...) dove, appena a valle del sentiero c'è l'unica sorgente che in stagioni normali dura tutta l'estate...

suggerimento 2
non è detto che il parcheggio al tornante sia sempre vuoto dipende dal campeggio nella casina comunale del vallon poco sotto...
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