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Una domenica insieme a f.lla Ces

 
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mariosanti Rispondi citando



Registrato: 07/03/06 20:32
Messaggi: 15
Luogo di residenza: venezia

MessaggioInviato: Dom Apr 28, 2019 22:18    Oggetto: Una domenica insieme a f.lla Ces
 
Era quasi un (mini) raduno.
Spontaneo, di acciaccati, rientranti, nato dallo spostamento di proposte iniziali allocate diversamente, tra Cadini e Cadore,
Marino ci aveva convinto ad andare a Punta Ces.
Magnifiche panoramiche sulla Pale, facile, neve tendenzialmente piacevole con una probabile spolveratina sopra al trasformato.
Accorsi alla chiamata tre nuove anche (Marino, Mario, Fabio), un risanato (Mirko), un traslocato redivivo (Giorgio), qualcuno normale richiamato dall’affollato ritrovo (Ambrogio, Roberto Paolo, Silvano). Oltre s’intende ai due marini (con Marino c’era Marina)
Ai “marini” avevamo addirittura portato sci e attrezzatura dalla pianura, perché erano in montagna senza sci, per riposare e camminare.
La più fresca di tutte era Marina, come sempre sorridente a inizio gita.
Si comincia a salire, gli acciaccati ritrovano il senso e il gusto della neve, si chiacchiera a gruppetti, si arriva a f.lla di punta Ces, obiettivo dichiarato della sgambata.
La bella giornata , il gusto ritrovato e il piacere di stare e salire insieme ci hanno spinto a proseguire verso Cima Valcigolera (http://thetop.it/index.php?page=view_abs&n_abs=28520&visto=yes).
Erano da attraversare (alcuni sassi parzialmente scoperti sul crinale di avvicinamento alla pala finale).
Noioso, ma apparentemente banale; abbiamo giudicato che era meglio farlo sci ai piedi, per evitare sprofondamenti e non perdere troppo tempo nel cava e metti.
Banale , ma non privo di insidie; Marina è scivolata su un sasso che si è spostato, ha fatto per appoggiarsi ed è caduta male. Gran dolore e subito si è capito che c’era qualcosa alla spalla. Consulto tra medici e infermieri presenti, fisiatra del gruppo sentito per telefono, lussazione non sicura, per cui si è pensato che non era il caso di tentare di farla rientrare con una manovra immediata sul posto.
Altro consulto , mentre Marina provava a muovere qualche a passo.
Si decide di chiamare il Soccorso alpino.
Silvano unendo sapienza infermieristica a calma da alpinista spiega che la situazione non ci sembra tale da far muovere un elicottero e chiede se si po' organizzare un recupero con motoslitta.
Ci richiamano e ci comunicano che arriverà un quod. Ci fermiamo, qualcuno comincia a scendere.
Nel frattempo Marina ha un po’ freddo e allora coprendola bene e con il braccio e la spalla in qualche modo immobilizzati cominciamo a scendere.
Ci richiamano dal Soccorso.
Il quod sulla neve molla non riesce a superare i muri delle pista e siamo noi a doverlo raggiungere a metà percorso.
Ci adeguiamo.
I rimasti su incoraggiano Marina, che stringendo i denti continua a seguire passo dopo passo le orme che Mirko traccia davanti a lei.
Recuperiamo sci e zaino e un po’ alla volta scendiamo accanto a lei, cercando di farla parlare e distrarla con le nostre chiacchiere dalla fatica e dal dolore.
Lei è bravissima, ogni tanto le viene da vomitare ma non cede.
Tra una chiacchiera e a l’altra giungiamo in vista di dove è arrivato il quod, il che da un sollievo che le rende meno pesanti gli ultimi passi.
Ci viene incontro uno dei due uomini del soccorso (bravi simpatici) che poi la aiutano a salire e sistemarsi e a partire per l’ultimo giro di percorso, mentre noi le facciamo ala godendoci l’ultima neve.
Finalmente e è arrivata.
Bravissima, capace di camminare a lungo gestendo il dolore e adeguando il passo alla sue forze.
Magari era meglio se ci facevamo meno scrupoli e chiamavamo l’elicottero (i ragazzi del soccorso ci diranno che sarebbe senz’altro venuto e che spesso li fanno muovere per meno …).
Abbiamo voluto cercare di essere etici, speriamo non troppo a spese di Marina ...
In attesa dell’ambulanza, non perdiamo le buone abitudini e e Marina stessa dimostra la sua forza d‘animo partecipando, per quanto può attivamente, al sontuoso piano b, che i primi scesi avevano preparato.
Un paio di salami, la soppressata piccante calabrese, formaggio di diversi tipi, insalata capricciosa e salse varie, una colomba.
Con bottiglie di prosecco, teroldego, spumante dolce, birra.
Coinvolti anche i due soccorritori, che gradiscono.
Poi l’ambulanza arriva, Marina vine e portata a Feltre, Marino va a chiudere casa a Zortea prima di raggiungerla.
Noi torniamo a casa e per strada sappiamo che c’è una frattura all’omero.
Pensiamo ancora a come ha fatto Marina a farsi tanta discesa a piedi, appoggiata al suo bastoncino sulla sx.
Come ha detto Paolo in uno degli infiniti whatsapp “Dai Marina, ti vogliamo vedere ritornare presto sorridente così (Ndr come nella prima foto)“.
Spero che l’apertura di questa chiacchiera (e gli interventi successivi, se verranno) le porti un po’ di conforto.
Ne avrà bisogno se – come ci ha fatto sapere Marino - “ha passato una notte di merda e supina con il braccio in trazione e la posizone le causa male alla schiena”.
Forza Marina allora, un pensiero a lei a Marino da tutti i protagonisti di questa giornata
Mi pare utile concludere con la riflessione di Silvano “Ripensando alla gita di ieri... Mando anch'io un abbraccio a Marina, che ha pradroneggiato alla grande le gravi conseguenze di un banale incidente. Marina sei una tenace scialpinista!
L'accaduto mi ha dato molti spunti su cui riflettere. Sul gruppo: unito, solidale, collaborativo. Sulla gestione del soccorso: l'importanza di non essere in gita da soli, la comprensione del danno (non facile), l'utilità del cellulare se c'è campo, la valorizzazione delle risorse residue dell'infortunato, la consapevolezza geografica, nivo-meteo. La scelta del tipo di soccorso. La montagna è anche questo: bellezza, amicizia, divertimento, tecnica, conoscenza, fatica, rischi... sapersela cavare. Personalmente ringrazio Dio per tutto, buona domenica.”
_________________
mario santi
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paoloche Rispondi citando



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Luogo di residenza: Padova

MessaggioInviato: Dom Apr 28, 2019 23:17    Oggetto: Re: Una domenica insieme a f.lla Ces
 
mariosanti ha scritto:
Era quasi un (mini) raduno.


Si purtroppo a volte la montagna ricorda che anche le cose più banali possono nascondere insidie. Vero quel che ha scritto Silvano: la stessa cosa senza compagnia, telefonino che prende, visibilità e tempo bello avrebbe potuto prendere altra piega.

Ammetto che, dopo il mio più volte citato incidente (anche allora Marina era nel gruppo e quella volta il percorso con un pezzo rotto me lo ero fatto io), avevo deciso di non andar più da solo. Ma, dopo, ho più volte sgarrato rispetto a quell'impegno. E penso che lo farò ancora.

Per ora l'importante è: forza Marina, tieni duro e rimettiti al più presto
Paolo
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paoloche Rispondi citando



Registrato: 09/03/06 11:17
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Luogo di residenza: Padova

MessaggioInviato: Dom Apr 28, 2019 23:52    Oggetto:
 
Una piccola aggiunta a margine.

E' la seconda volta che mi ritrovo a dover chiamare il soccorso alpino.
La prima volta per un grave ritardo di due compagni di gita in Marmolada, poi risolto nel migliore dei modi col loro autonomo rientro. Questa volta con un po'di complicazioni come descritto da Mario ma comunque con intervento provvidenziale.

In entrambi i casi pero', penso sia doveroso un pensiero di ringraziamento ai ragazzi che, in modo del tutto volontario, interrompendo la loro vita privata, prendon su e corrono per le montagne a raccattare gente in difficoltà. In questo caso il motivo (come da loro stessi ribadito) c' era, in altri forse meno, in altri ancora l'intervento può esser dovuto a comportamenti largamente imprudenti, se non peggio; in tutti i casi però il loro intervento è veloce, efficiente (col limite che la montagna comporta) coraggioso (non scordiamoci di quando i soccorritori si sono sacrificati) disinteressato e gratuito. Penso sia bene ricordarsi di non abusarne.

Ragazzi, non so il vostro nome ma GRAZIE (ed è un ringraziamento sentito, totalmente fuor di retorica e, ci scommetto, condiviso da tutti i compagni di gita).

Un servizio così riconcilia, per quanto possibile, con il nostro, per molti versi scalcinato, Paese.

Paolo
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Ruthi Rispondi citando



Registrato: 02/03/12 10:57
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Luogo di residenza: Terlano BZ

MessaggioInviato: Lun Apr 29, 2019 9:31    Oggetto:
 
Shocked Crying or Very sad
Mi sembra ripassare i momenti dell'incidente nostro (17.03.2019 - spalla lussata di Antonio sul Cristallino; anche lui microfrattura sull'omero).
Forza Marina - anche se non ci conosciamo!

Mi associo al ringraziamento del soccorso - siamo fortunati ad avere queste squadre, pronti ad intervenire quando c'è bisogno, gentili e preparatissimi.

Basta poco in montagna per trasformare una bella gita in compagnia in un'altra cosa - meno piacevole; molto meglio se ci sono gli amici che aiutano ad assistere e portare in salvo chi è stato infortunato!


L'ultima modifica di Ruthi il Lun Apr 29, 2019 9:34, modificato 2 volte
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Ruthi Rispondi citando



Registrato: 02/03/12 10:57
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Luogo di residenza: Terlano BZ

MessaggioInviato: Lun Apr 29, 2019 9:32    Oggetto:
 
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marino Rispondi citando



Registrato: 20/12/05 16:42
Messaggi: 211
Luogo di residenza: Padova

MessaggioInviato: Sab Mag 04, 2019 12:41    Oggetto:
 
il capo della stazione del soccorso alpino di san Martino, a cui avevo telefonato per informarlo sul danno diagnosticato a Marina, mi ha detto di non avere scupoli nel chiamare l'elisoccorso se l'infortutato ha dolore forte. L'ortopedico che ha preso in carico Marina ha rincarato la dose dicendo che siamo stati matti a farla scendere a piedi, perchè uno scossone forte o peggio una caduta alla presenza di una frattura scomposta poteva danneggiare il nervo radiale, con conseguenze immaginabili. Comunque tutto bene ciò che finisce bene e se dovessimo assistere in futuro a incidenti simili a questo, chiamiamo l'elicottero senza esitare
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