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Scialpinismo e terrorismo mediatico
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paolo Rispondi citando



Registrato: 28/03/05 21:16
Messaggi: 1975
Luogo di residenza: Bolzano

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 13:57    Oggetto: Scialpinismo e terrorismo mediatico
 
Approfitto di qualche minuto libero durante la pausa pranzo per avviare una nuova discussione a proposito del modo con cui i media enfatizzano gli incidenti da valanga.
Non sembra anche a voi che il risalto dato dai quotidiani e dalle televisioni a questo tipo di notizie sia assolutamente esagerato, almeno se paragonato ad altri fatti di cronaca.
Voglio dire: se due scialpinisti muoiono sotto una valanga magari i giornali locali sono capaci di costruirci intorno l’articolo principale, mentre se si ha lo stesso numero di vittime in un incidente stradale (fatto a mio avviso assai più grave) magari troviamo la notizia solo in un trafiletto alle pagine interne.
Non vi sembra che questo comportamento sia da considerarsi “terrorismo mediatico” nei confronti della nostra disciplina?
Diciamoci la verità: ormai a causa di questo atteggiamento dei media, lo scialpinismo gode di una pessima fama e per i non addetti vale più o meno l’equazione scialpinismo = suicidio.

Ciao
Paolo
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menz Rispondi citando



Registrato: 01/03/06 12:46
Messaggi: 2665
Luogo di residenza: Brescia - Pavia

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 15:28    Oggetto:
 
La domanda è perché lo fanno. la risposta:è facile prendersela con gli scialpinisti.Non esiste un movimento di scialpinisti, ma singoli individui, ed abbiamo pochissima ricaduta economica e così possiamo essere criticati impunemente.
Fai l'esempio degli incidenti stradali: pensi che i mass-media potrebbero fare una forte campagna per far passare il messaggio che ogni anno in auto muoiono in italia 4000 persone? Il giorno dopo le principali case automobilistiche ritirerebbero la pubblicità da giornali e tv.
In un ambiente affamato di sensazionalismo caricare le notizie sulle valanghe, spesso date in forma estremamente imprecisa e superficiale, è fin troppo facile.

Saluti
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Davide
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Andrea Rispondi citando



Registrato: 31/03/05 13:08
Messaggi: 1868
Luogo di residenza: Padova

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 17:30    Oggetto:
 
menz ha scritto:
La domanda è perché lo fanno. la risposta:è facile prendersela con gli scialpinisti.Non esiste un movimento di scialpinisti, ma singoli individui, ed abbiamo pochissima ricaduta economica e così possiamo essere criticati impunemente.
Fai l'esempio degli incidenti stradali: pensi che i mass-media potrebbero fare una forte campagna per far passare il messaggio che ogni anno in auto muoiono in italia 4000 persone? Il giorno dopo le principali case automobilistiche ritirerebbero la pubblicità da giornali e tv.
In un ambiente affamato di sensazionalismo caricare le notizie sulle valanghe, spesso date in forma estremamente imprecisa e superficiale, è fin troppo facile.

Saluti


Purtroppo temo che Menz abbia ragione....
Crying or Very sad Crying or Very sad

Andrea
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gianlu Rispondi citando



Registrato: 21/04/05 17:43
Messaggi: 1105
Luogo di residenza: Carmi

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 18:49    Oggetto:
 
La mia paura è che un giorno o l'altro si arrivi a mettere delle REGOLE: a suo tempo qualcuno aveva già avanzato l'ipotesi di una specie di PATENTINO.... E poi "Ski-Alp-Pass" all'inizio dell'itinerario prescelto....
Spero solo sia FANTAski, un pensiero che ogni tanto, leggendo cronache SENSAZIONALI di valanghe (anche Gente parla in qs giorni degli ultimi incidenti....!!?!) mi passa per la testa. Però, nel frattempo, si fa terrorismo mediatico !! CIAO!
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Capitano Rispondi citando



Registrato: 26/03/05 10:27
Messaggi: 1030
Luogo di residenza: Pergine (Trento)

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 19:03    Oggetto:
 
Si sa che i giornali raramente riportano con obiettività quanto accaduto e cercano soprattutto il titolone. ma in "casa nostra" non mi pare che le cose vadano bene. Nonostante il numero limitato di praticanti (il paragone con gli incidenti stradali da questo punto di vista non ha senso), il fatto che da qualche tempo puntualmente ogni settimana ci scappi il morto impone qualche riflessione. Altro che terrorismo dei giornali! A me pare che in giro ci siano parecchie persone che pensano di essere particolarmente toste. peccato che non lo pensino anche le valanghe....
Ho visto in giro tracce che fanno venire i brividi. Per fortuna certa gente oltre ad essere imprudente ha anche un gran culo!
Per quanto riguarda i patentiti, sono d'accordo sia una gran cazzata. Però un po più di umiltà quando si va in montagna non guasterebbe.
Buona neve
capitano
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menz Rispondi citando



Registrato: 01/03/06 12:46
Messaggi: 2665
Luogo di residenza: Brescia - Pavia

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 19:44    Oggetto:
 
Capitano ha scritto:
Si sa che i giornali raramente riportano con obiettività quanto accaduto e cercano soprattutto il titolone. ma in "casa nostra" non mi pare che le cose vadano bene. Nonostante il numero limitato di praticanti (il paragone con gli incidenti stradali da questo punto di vista non ha senso), il fatto che da qualche tempo puntualmente ogni settimana ci scappi il morto impone qualche riflessione. Altro che terrorismo dei giornali! A me pare che in giro ci siano parecchie persone che pensano di essere particolarmente toste. peccato che non lo pensino anche le valanghe....
Ho visto in giro tracce che fanno venire i brividi. Per fortuna certa gente oltre ad essere imprudente ha anche un gran culo!
Per quanto riguarda i patentiti, sono d'accordo sia una gran cazzata. Però un po più di umiltà quando si va in montagna non guasterebbe.
Buona neve
capitano


No, le cose non vanno bene, ma che se ne parli così, facendo fra l'altro gran confusione tra fuoripista e scialpinismo non mi piace.

E' vero che in giro c'è troppa gente che si considera invincibile,anzi dirò di più.. in giro c'è troppa gente e basta. Sono 11 anni che faccio scialp (ne tanti ne pochi) ed ho assistito negli ultimi tre anni una crescita esplosiva dei partecipanti che praticano questa disciplina che mi lascia molto perplesso.Aumentano le persone aumentano i rischi, per se e per gli altri.

NON voglio dare contro ai corsi CAI, tutto aiuta a fare sicurezza, ma tantissime persone che OGNI STAGIONE completano con 8 uscite il SA1 ricevono la sbagliata impressione di poter fare quello che magari altri fanno con anni di esperienza alle spalle(mi riferisco in particolare alla valutazione del terreno).
Si fa troppo affitamento al trio ARVA,PALA,SONDA senza pensare che la prima cosa da fare è non mettersi nelle condizioni di dover usare questi strumenti. Insomma prima di tutto casco ben allacciato, fari accesi anche di giorno e prudenza, SEMPRE.

Mi rendo conto che il mio è un discorso un po' duro e mi scuso fin d'ora se urto la sensibilità di qualcuno, non è questa la mia intenzione.

Saluti
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Davide
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Denali Rispondi citando



Registrato: 06/04/05 14:59
Messaggi: 2385

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 20:28    Oggetto:
 
Purtroppo l'informazione di massa è così, non so se sono io che invecchiando sono sempre più disilluso ma mi pare che stia continuamente peggiorando, e in tutti i settori bisogna saper filtrare.

Sono d'accordo quando menz individua come punto la ricerca del clamore, il sensazionalismo. Bisogna catturare l'attenzione, a qualsiasi costo. Un incidente d'auto è noioso, routine, a meno che non ci sia qualche aspetto sconvolgente, mentre un morto in valanga o un annegato in luglio desta più interesse, è meno usuale. Se poi c'è la possibilità di colpevolizzarlo dicendo che è entrato in acqua nonostante le bandiere rosse o è andato a staccarsi una slavina in una giornata calda, cosa c'è di meglio perchè la gente possa dire "è andato a cercarsela, io non sono così stupido...", contando sull'ignoranza di chi ascolta.
Potremmo dire chissenefrega, se non fosse che condivido il timore di gianlu che si arrivi ai divieti, immagino che avrete sentito frasi del tipo "perchè io contribuente devo pagare soccorsi e ospedali a degli incoscienti...".

Non ho soluzioni, salvo quella di cercare di spiegare pacatamente a questo tipo di interlocutori che non siamo dei pazzi, siamo persone normali e che in montagna andiamo per viverci non per morirci, e che vogliamo poterci tornare ancora e ancora. A fronte di rari incidenti ci sono ogni domenica migliaia di persone che se ne tornano a casa felici della propria gita. Per fare un'analogia con l'auto, affrontiamo una uscita come un viaggio in macchina, consci che ci sono dei pericoli ma con la preoccupazione continua di ridurli al minimo, e a tal fine ci prepariamo e ci attrezziamo.
Quindi sebbene un certo esibizionismo ci porterebbe a parlare di aspetti spettacolari (bufere, ripidità, difficoltà...) dovremmo invece cercare di evidenziare di più ciò che invece è "normale", comprensisibile anche da chi conosce solo la passeggiata estiva a fondovalle. Poi non si può negare che c'è qualche sconsiderato, ma non dobbiamo pagare tutti per lui, anzi dobbiamo cercare di consigliarlo.

Infine, è vero come dice Capitano che l'incidenza dei morti da valanga sia maggiore di quella da auto, ma così a naso non credo sia in aumento. Negli ultimi anni c'è stata una netta crescita dei praticanti (mettiamoci anche i ciaspisti che ormai è facile trovare ovunque), ed è statistico che più siamo e più sono gli incidenti (o le tracce da brividi...).

Scusate la lunghezza ma man mano che scrivevo leggevo le vostre risposte che mi davano altri spunti... l'ultimo per menz che lamenta troppi neofiti: anche tutti noi abbiamo cominciato. Non possiamo mettere il numero chiuso.

ciao
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Marco71 Rispondi citando



Registrato: 22/01/06 21:57
Messaggi: 336
Luogo di residenza: Bassano

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 20:39    Oggetto:
 
menz ha scritto:
NON voglio dare contro ai corsi CAI, tutto aiuta a fare sicurezza, ma tantissime persone che OGNI STAGIONE completano con 8 uscite il SA1 ricevono la sbagliata impressione di poter fare quello che magari altri fanno con anni di esperienza alle spalle(mi riferisco in particolare alla valutazione del terreno).

In qualche modo bisogna pure iniziare.
Chi ha anni di esperienza ha cominciato senza esperienza, come chi è appena uscito dai corsi CAI (o corsi delle guide, o gite con amici esperti che hanno voglia e capacità di insegnare).
Chi esce da un corso, a differenza di chi inizia da solo, almeno è stato introdotto ad una serie di argomenti, tra cui la valutazione del terreno, che poi approfondirà con l'esperienza.
menz ha scritto:
Si fa troppo affitamento al trio ARVA,PALA,SONDA senza pensare che la prima cosa da fare è non mettersi nelle condizioni di dover usare questi strumenti.

I corsi CAI non si limitano all'autosoccorso. In teoria i corsi CAI dovrebbero insegnare che ARVAPALASONDA servono solo per migliorare (mai abbastanza) le probabilità di sopravvivenza in caso di seppellimento da valanga, non per avere la certezza di sopravvivere. Questo forse lo può pensare chi inizia senza fare corsi (CAI/guide/amici esperti) e non si informa da solo.
menz ha scritto:
Mi rendo conto che il mio è un discorso un po' duro e mi scuso fin d'ora se urto la sensibilità di qualcuno, non è questa la mia intenzione.

ok, hai fatto bene a sollevare il problema.
Un corso introduttivo non può certo sostituire l'esperienza, come molti principianti, per impazienza ed imprudenza, sembrano pensare. Purtroppo non è facile insegnare prudenza e pazienza.

ciao
Marco
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Enrico B. Rispondi citando



Registrato: 26/03/05 11:35
Messaggi: 206
Luogo di residenza: Padova

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 21:41    Oggetto:
 
gianlu ha scritto:
La mia paura è che un giorno o l'altro si arrivi a mettere delle REGOLE


Qualche regola già esiste...
la notizia di un incidente (per positivismo poniamo non sia mortale) è naturale venga pubblicata dai media; se gli incidenti continuano a succedere parte un meccanismo per cui si crea un "caso". Quante volte abbiamo letto: - l'inverno più rigido, l'estate più torrida etc. etc. , questa equazione viene applicata anche agli incidenti per cui "l'inverno delle valanghe".
Il nostro modello culturale buonista, bigotto e ipocrita, impone che qualcuno, che si sente turbato da questi fatti condanni i praticanti della disciplina.
Amplificata la condanna (sempre attraverso i media) viene creato un altro "caso": gli "sciatori suicidi".
Le persone turbate saranno sempre di più, fino a creare una esigenza sociale: la "regola", la Legge.
Promulgata la legge le persone turbate avranno la coscienza tranquilla, i politici avranno lavorato per l'opzione di un voto futuro.

Ovvietà
Il problema rimane: ogni stagione succedono incidenti nella pratica dello scialpinismo.

... ora la banalità:
Regole

la neve pesa
la neve è appoggiata su un piano inclinato
la massa del pendio nevoso è soggetta alla forza di gravità
il pendio nevoso non slavina grazie al mantenimento di un equilibrio di forze che contrasta l'attrazione gravitazionale
etc. etc.

Non c'è metodo empirico, modello matematico o statistico che possa prevedere il momento del distacco del pendio (se ci sarà).
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Topo Gigio Rispondi citando



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MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 22:22    Oggetto:
 
Credo anch'io che rispetto al numero dei frequentatori della montagna invernale, il numero di vittime sia in calo! Ritengo invece che si tratti di sensazionalismo(il tutto surrogato dal concentrarsi di vari incidenti in un periodo relativamente breve, circa 8 gg) dovuto principalmente ad un modo un po' glamour di fare giornalismo tendende più a creare un caso che a fare informazione! LOSBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA funziona e vende sempre!
Riguardo poi ai corsi CAI , vi assicuro che in 13 anni di onesta attività scialpinistica ( di cui 9 da istruttore e aiuto istruttore)la sicurezza è sempre stata al primo posto. Se poi c'è tanta gente in montagna , be' , tanto meglio , forse sospenderanno GF e BUONA DOMENICA per mancanza di share!!!!!
Concludo dicendo che i neofiti non sono mai particolarmente a rischio, in quanto il più delle volte sono consci dei loro limiti!
I rischi maggiori li corriamo proprio noi , che siamo o ci riteniamo esperti!!!
POI C'è LA SFIGA E L'INPONDERABILE..... MA SU QUELLO....
BUONA NEVE A TUTTI
CRISTIAN
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Topo Gigio Rispondi citando



Registrato: 28/04/05 18:34
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Luogo di residenza: Castelfranco Veneto

MessaggioInviato: Mer Mar 15, 2006 22:27    Oggetto:
 
SOLO PER AGGIUNGERE CHE SE UN CORSO(CAI GUIDA AMICI ECC) NON BASTA A DIVENIRE ESPERTI, IL PROSEGUIRE PER ERRORI E TENTATIVI PUO' NON DARTENE IL TEMPO|
CIAO CRISTIAN
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paolo Rispondi citando



Registrato: 28/03/05 21:16
Messaggi: 1975
Luogo di residenza: Bolzano

MessaggioInviato: Gio Mar 16, 2006 0:21    Oggetto:
 
gianlu ha scritto:
La mia paura è che un giorno o l'altro si arrivi a mettere delle REGOLE: a suo tempo qualcuno aveva già avanzato l'ipotesi di una specie di PATENTINO.... E poi "Ski-Alp-Pass" all'inizio dell'itinerario prescelto....
Sì, l’avevo pensato anch’io, e considerata la follia del mondo in cui viviamo non mi sembra poi neanche così azzardato ipotizzare che questo prima o poi sia destinato ad accadere. Io mi spingerei addirittura oltre: penso che presto o tardi si arriverà ad un divieto della pratica scialpinistica tutte le volte che il bollettino valanghe segnalerà un pericolo maggiore di 2.
A questo proposito mi vengono in mente alcune ridicole ordinanze di sindaci del Trentino (se non ricordo male) che l’anno scorso hanno addirittura vietato tout-court l’attività scialpinistica sul loro territorio comunale. No comment. Evil or Very Mad Shocked
Se questi amministratori avessero anche solo un minimo di coerenza dovrebbero allo stesso modo vietare la circolazione stradale tutte le volte che la temperatura scende sotto zero per evitare che qualche automobilista si ammazzi uscendo di strada a causa del fondo stradale ghiacciato ... Mr. Green

Saluti
Paolo
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menz Rispondi citando



Registrato: 01/03/06 12:46
Messaggi: 2665
Luogo di residenza: Brescia - Pavia

MessaggioInviato: Gio Mar 16, 2006 10:17    Oggetto:
 
fraccaroski ha scritto:

Riguardo poi ai corsi CAI , vi assicuro che in 13 anni di onesta attività scialpinistica ( di cui 9 da istruttore e aiuto istruttore)la sicurezza è sempre stata al primo posto. Se poi c'è tanta gente in montagna , be' , tanto meglio , forse sospenderanno GF e BUONA DOMENICA per mancanza di share!!!!!
Concludo dicendo che i neofiti non sono mai particolarmente a rischio, in quanto il più delle volte sono consci dei loro limiti!
I rischi maggiori li corriamo proprio noi , che siamo o ci riteniamo esperti!!!


Concordo con te sul fatto ce i rischi maggiori li corrano le persone che si reputano più esperte, questo non per maggiore imprudenza, ma semplicemente perché lo stesso errore di valutazione o la stessa caduta possono avere conseguenze ben diverse a seconda dell'itinerario scelto.

Tornando sui corsi CAI, come detto prima non è mia intenzione criticarli.Il mio dubbio è il reale effetto che questi possano avere nell'educare alla sicurezza dei neofiti, posti a contatto con gente che va veramente forte e che fa salite tecnicamente difficili con apparente facilità. Io temo che concluso il corso possa scattare una sorta di meccanismo di emulazione.
Tu ironicamente auspichi la chiusura di GF e Buona domenica, beh io non mi sentirei tranquillo sapendo che chi prima li guardava ora potrebbe trovarsi a tagliare il pendio sopra la testa mia o di altri.

Saluti
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giovannibusato Rispondi citando



Registrato: 09/03/06 16:03
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MessaggioInviato: Gio Mar 16, 2006 11:41    Oggetto: leggi, licenze e divieti...
 
Ritengo che il fenomeno derivi da una evoluzione culturale,
fino a qualche anno fa le tragedie alpine rimanevano nell'ambito dell'ambiente alpinistico dove, anche aspramente, si dibatteva sull'accaduto; sull'accaduto non sulle responsabilità che, seppur a volte evidenti, rientravano tra le fatalità, intese come quella parte di rischio non valutabile e eliminabile.
Oggigiorno questo rischio residuo non viene più accettato, si vuole a tutti i costi che le tragedie abbiano un responsabile univoco, in modo da tranquillizzarci pensando "io non lo avreio fatto".
Ma non è così, in montagna muoiono tanto gli sprovveduti quanto le guide alpine e i grandi alpinisti!
Non sarà certo passando per le aule dei tribunali o per gli uffici dei sindaci che si ridurranno gli incidenti in montagna; il sistema rimane sempre lo stesso: un approccio cognitivo improntato alla più grande umiltà da parte degli alpinisti e magari.. una piccola dose di fortuna.. (che non guasta!..)
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giovanni
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viktor Rispondi citando



Registrato: 29/03/05 08:50
Messaggi: 1773
Luogo di residenza: Gherdëina

MessaggioInviato: Gio Mar 16, 2006 21:47    Oggetto: Re: leggi, licenze e divieti...
 
giovannibusato ha scritto:
Ritengo che il fenomeno derivi da una evoluzione culturale,
fino a qualche anno fa le tragedie alpine rimanevano nell'ambito dell'ambiente alpinistico dove, anche aspramente, si dibatteva sull'accaduto; sull'accaduto non sulle responsabilità che, seppur a volte evidenti, rientravano tra le fatalità, intese come quella parte di rischio non valutabile e eliminabile.
Oggigiorno questo rischio residuo non viene più accettato, si vuole a tutti i costi che le tragedie abbiano un responsabile univoco, in modo da tranquillizzarci pensando "io non lo avreio fatto".
Ma non è così, in montagna muoiono tanto gli sprovveduti quanto le guide alpine e i grandi alpinisti!
Non sarà certo passando per le aule dei tribunali o per gli uffici dei sindaci che si ridurranno gli incidenti in montagna; il sistema rimane sempre lo stesso: un approccio cognitivo improntato alla più grande umiltà da parte degli alpinisti e magari.. una piccola dose di fortuna.. (che non guasta!..)


Parole sante. Sottoscrivo in pieno.
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