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menz Rispondi citando



Registrato: 01/03/06 12:46
Messaggi: 2665
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MessaggioInviato: Mar Mag 09, 2006 18:06    Oggetto:
 
@le ha scritto:
espo ha scritto:

i corsi cai: su questo si aprirebbe un dibattito di anni Crying or Very sad

mi sembra che il cai sia molto lontano dalla realtà e dagli interessi dell'alpinismo italiano, ad iniziare dalle scuole e dall'insegnamento del modo di frequentare la montagna .............


Sinceramente non capisco proprio il senso di questa tua affermazione che ti pregherei di spiegare meglio....
interessi dell'alpinismo italiano?
modo di frequentare la montagna?


Se vogliamo parlare di questo suggerisco a Espo di aprire un apposito post linkandolo qui di seguito.. onde evitare un ulteriore divagazione di questo stesso.

Nato dalla notizia sulla moratoria alle pelli di foca Laughing
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@le Rispondi citando



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MessaggioInviato: Mar Mag 09, 2006 18:27    Oggetto:
 
giovannibusato ha scritto:
il danno delle ferrate (come anche delle vie di arrampicata) è che molti le affrontano come se non fossero il tramite per andare/essere in montagna ma la montagna stessa.
Molti non ricordano neanche il nome della montagna dov'è la ferrata (succede anche a molti scalatori); si dice sono andato a fare la ferrata; la via ecc. il tutto fine a se stesso, poi a casa.
Da quest'ottica, se la ferrata fosse inserita in un percorso completo di "immersione in montagna" potrebbe anche essere condivisa e sicuramente sparirebbero tutte quelle ferrate (fini a se stesse) come la "Che Guevara" alle Sarche, tanto per intenderci!



questo è un discorso molto generalista che interessa non soltanto la montagna ma la vita di tutti i giorni quindi non farei di tutta un erba un fascio.
Personalmente da bambino ho percorso nuemerose ferrate accompagnato da mio padre (che mi ha trasmesso l'amore per la montagna e per altre cose) e ovviamente erano inserite in un contesto di approccio alla montagna culturalemente etico almeno per come intendo io la cultura della montagna. Vuol dire che non andavo a cortina per tornare a casa dicendo che avevo fatto la TOMASELLI o la OLIVIERI ma semplicemente che avevo fatto una meravigliosa passeggiata in montagna e agevolato da una ferrata ero arrivato in cima ad una bella guglia dolomitica ... e per un ragazzo ma non solo sono emozioni molto belle e grandi ... certo già allora di gente che affrontava le ferrate ce ne era di tutti i tipi, senza casco, in scarpe da ginnastica, gente che voleva superare e quindi il mio approccio alla parete negli anni è cambiato e ho ritrovato delle belle emozioni cominciando ad arrampicare e ripercorrendo alcune vie classiche ... per cui forse è vero che le ferrate agevolano l'approccio alla montagna anche agli "ignoranti" ma è anche vero che molti amanti della falesia quando te li trovi in montagna sembrano veramente dei pesci fuor d'acqua ...

Citazione:

Da questo punto di vista è molto importante anche il messaggio che viene dall'Ambiente ufficiale come i corsi del CAI dove le lezioni per affrontare le ferrate devono essere inserite in un più ampio discorso di avvicinamento /comprensione della montagna; magari, per le giovani generazioni, come un primo passo di avvicinamento all'arrampicata.


verissimo il CAI in questo fa un grosso sforzo soprattutto con i corsi di alpinismo giovanile dove oltre che portare ragazzi in montagna si insegna proprio ad andare in montagna.
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La debolezza ha paura di grandi spazi, la stupidità ha paura del silenzio. Aprite gli occhi e le orecchie, chiudete le radioline, niente rumore, niente grida niente clacson. Ascoltate la musica delle montagne!!

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espo Rispondi citando



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Messaggi: 3087
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MessaggioInviato: Mar Mag 09, 2006 18:43    Oggetto:
 
menz ha scritto:


Se vogliamo parlare di questo suggerisco a Espo di aprire un apposito post linkandolo qui di seguito.. onde evitare un ulteriore divagazione di questo stesso.

Nato dalla notizia sulla moratoria alle pelli di foca Laughing


si una grossa divagazione, come in ogni bar che si rispetti........

ma ora non ho tempo di approfondire il discorso con un topic ad hoc, magari quest'estate quando non ci sarà neve Wink
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massimo

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espo Rispondi citando



Registrato: 03/01/06 10:28
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Luogo di residenza: trieste

MessaggioInviato: Mar Mag 09, 2006 18:53    Oggetto:
 
@le ha scritto:
espo ha scritto:

i corsi cai: su questo si aprirebbe un dibattito di anni Crying or Very sad

mi sembra che il cai sia molto lontano dalla realtà e dagli interessi dell'alpinismo italiano, ad iniziare dalle scuole e dall'insegnamento del modo di frequentare la montagna .............


Sinceramente non capisco proprio il senso di questa tua affermazione che ti pregherei di spiegare meglio....
interessi dell'alpinismo italiano?
modo di frequentare la montagna?


mi riferisco al fatto che io, come alpinista, ho sempre sentito il cai lontano dalle problematiche di chi va in montagna sul serio (e per sul serio non intendo difficoltà fatte ma costanza e passione). ma lo vedo e l'ho sempre visto come una organizzazione intenta a fare tessere, fare tanto fumo, dare spazio ad esigenze che con l'alpinismo non centrano nulla.

un grosso senso clientelare in cui se non sei in linea con le direttive sei fuori

tramite le scuole non si insegna tanto ad andare in montagna, creando i presupposti prima umani e poi tecnici dell'alpinismo, ma si portano persone poi lasciate spessisimo sole che pagano una tariffa e a cui spessisismo si insegnano molte cose fumose e teoriche che ben poco centrano con l'alpinismo.

mi rendo conto che è una risposta poco esaustiva e l'argomento meriterebbe veramente molto tempo e parole. Rolling Eyes
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giovannibusato Rispondi citando



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Messaggi: 2160
Luogo di residenza: Paesello

MessaggioInviato: Mer Mag 10, 2006 8:33    Oggetto:
 
@le ha scritto:
giovannibusato ha scritto:
il danno delle ferrate (come anche delle vie di arrampicata) è che molti le affrontano come se non fossero il tramite per andare/essere in montagna ma la montagna stessa.
Molti non ricordano neanche il nome della montagna dov'è la ferrata (succede anche a molti scalatori); si dice sono andato a fare la ferrata; la via ecc. il tutto fine a se stesso, poi a casa.
Da quest'ottica, se la ferrata fosse inserita in un percorso completo di "immersione in montagna" potrebbe anche essere condivisa e sicuramente sparirebbero tutte quelle ferrate (fini a se stesse) come la "Che Guevara" alle Sarche, tanto per intenderci!



questo è un discorso molto generalista che interessa non soltanto la montagna ma la vita di tutti i giorni quindi non farei di tutta un erba un fascio.
Personalmente da bambino ho percorso nuemerose ferrate accompagnato da mio padre (che mi ha trasmesso l'amore per la montagna e per altre cose) e ovviamente erano inserite in un contesto di approccio alla montagna culturalemente etico almeno per come intendo io la cultura della montagna. Vuol dire che non andavo a cortina per tornare a casa dicendo che avevo fatto la TOMASELLI o la OLIVIERI ma semplicemente che avevo fatto una meravigliosa passeggiata in montagna e agevolato da una ferrata ero arrivato in cima ad una bella guglia dolomitica ... e per un ragazzo ma non solo sono emozioni molto belle e grandi ... certo già allora di gente che affrontava le ferrate ce ne era di tutti i tipi, senza casco, in scarpe da ginnastica, gente che voleva superare e quindi il mio approccio alla parete negli anni è cambiato e ho ritrovato delle belle emozioni cominciando ad arrampicare e ripercorrendo alcune vie classiche ... per cui forse è vero che le ferrate agevolano l'approccio alla montagna anche agli "ignoranti" ma è anche vero che molti amanti della falesia quando te li trovi in montagna sembrano veramente dei pesci fuor d'acqua ...

Citazione:

Da questo punto di vista è molto importante anche il messaggio che viene dall'Ambiente ufficiale come i corsi del CAI dove le lezioni per affrontare le ferrate devono essere inserite in un più ampio discorso di avvicinamento /comprensione della montagna; magari, per le giovani generazioni, come un primo passo di avvicinamento all'arrampicata.


verissimo il CAI in questo fa un grosso sforzo soprattutto con i corsi di alpinismo giovanile dove oltre che portare ragazzi in montagna si insegna proprio ad andare in montagna.


generalista proprio non direi... il riferimento alla ferrata fine a se stessa è chiaro, vuol dire che se la ferrata parte dal parcheggio e lungo una anonima parete arriva su un campo di patate (vedi Mori) ci troviamo un mare di gente! questo significa che per molti l'ambiente/montagna non è importante come dovrebbe quando invece fa la differenza tra un semplice sport di fatica e un modo di essere. (i giapponesi ,se va bene, le hanno anche indoor, le ferrate...).
Per quanto riguarda il CAI e i suoi corsi, ritengo (tra il resto) molto importante che gli allievi, sia dei corsi di arrampicata ma anche di sci alpinismo, siano in qualche modo assorbiti nelle attività dei soci, vi sia un prolungamento "protetto" dell'avvicinamento per evitare di trovare gente in parete del tutto impreparata al "mestiere" (e questo vale anche e soprattutto per lo sci alpinismo dove i pericoli non sono sempre evidenti: un accumulo da vento è spesso invisibile al neofita mentre uno strapiombo in parete....)
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@le Rispondi citando



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MessaggioInviato: Mer Mag 10, 2006 10:58    Oggetto:
 
espo ha scritto:

mi riferisco al fatto che io, come alpinista, ho sempre sentito il cai lontano dalle problematiche di chi va in montagna sul serio (e per sul serio non intendo difficoltà fatte ma costanza e passione). ma lo vedo e l'ho sempre visto come una organizzazione intenta a fare tessere, fare tanto fumo, dare spazio ad esigenze che con l'alpinismo non centrano nulla.

un grosso senso clientelare in cui se non sei in linea con le direttive sei fuori

tramite le scuole non si insegna tanto ad andare in montagna, creando i presupposti prima umani e poi tecnici dell'alpinismo, ma si portano persone poi lasciate spessisimo sole che pagano una tariffa e a cui spessisismo si insegnano molte cose fumose e teoriche che ben poco centrano con l'alpinismo.

mi rendo conto che è una risposta poco esaustiva e l'argomento meriterebbe veramente molto tempo e parole. Rolling Eyes


caro espo io non sò quali esperienze tu abbia avuto col CAI per fare delle affermazioni così forti ma non mi trovo per niente daccordo. E' vero che è un'associazione molto grande e in un mare di sezioni è probabile che qualcuna magari trascuri certi aspetti sopratutto penso perchè non dappertutto vi è stato un ricambio generazionale ma per quel che riguarda la mia esperienza posso dirti che nei corsi che vanno dall'alpinismo giovanile al corso di alta montagna passando per lo sci alpinismo il senso primo che si vuol dare non è certo quello di insegnare teoria ma di portare una persona ad essere autosufficente nei vari ambienti montani. Da noi c'è sempre una base di teoria che comunque ci vuole ma che viene seguita subito da dimostrazioni pratiche in ambiente dove l'allievo viene costantemente aggiornato durante la gita sui vari aspetti legati al tipo di escursione, al tipo di ambiente agli aspetti sulla sicurezza il tutto per renderlo il più autosufficente possibile.
E' ovvio che un corso non basta ed è per questo che con gli allievi che decidono di continuare l'attività si mantengono i contatti e si continua a fare delle uscite insieme ma queste devono essere alternate a delle esperienze personali xchè solo facendo attività propria si impara veramente. Prendendo decisioni sulla prorpria pelle senza che ci sia qualcuno che decida per te si cresce e si impara a valutare i rischi connessi all'attività che si sta praticando, se viceversa ci si fa sempre accompagnare non si cresce e non si fa il passo verso una propria maturazione alpinistica.
All'interno della mia sezione ho conosciuto persone eccezzionali con le quali ho instaurato ottimi rapporti e compagni di gita e di cordata con le quali continuo a condividere belle giornate in montagna (e non solo). Tutte persone animate da uno spirito umano molto forte tale da portarli a fare volontariato per il CAI dedicando molto tempo ed energia all'organizzazione di corsi e aggiornamenti solo per amore della montagna e perchè credono che solo istruendo in un certo modo gli utenti della montagna si possa conservare un pò di quello spirito che i ns avi avevano nell'andar pei monti.

ciao
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espo Rispondi citando



Registrato: 03/01/06 10:28
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Luogo di residenza: trieste

MessaggioInviato: Mer Mag 10, 2006 15:23    Oggetto:
 
@le ha scritto:



caro espo io non sò quali esperienze tu abbia avuto col CAI per fare delle affermazioni così forti ma non mi trovo per niente daccordo.


ne ho fatte diverse in tempi e luoghi diversi

@le ha scritto:

E' vero che è un'associazione molto grande e in un mare di sezioni è probabile che qualcuna magari trascuri certi aspetti


cut



ovviamente non intendevo generalizzare tutto l'ambiente cai e le singole persone. ma certi atteggiameenti, certi moddi di fare, certi articoli sulla stampa sociale non mi trovano per nulla concorde.
anche io concordo che le persone singole sono nella gran maggioranza "positive". ma lo stile cai non mi piace. vedo poco questo senso di amicizia nei corsi ma molto di più un voler solo arrivare al numero + alto di allievi, usando spesso istruttori inadeguati che fanno attività solo ed esclusivamente nei corsi.....
c'è un senso di superbia e di superiorità negli istruttori cai (non intesi come singoli ma come categoria) che non mi è mai piaciuto.

poi sicuro ogni isola fa storia a se e ogni momento storico pure.

ho frequentato e frequento istruttori. ho amici. più o meno profondi e in diverse parti.

ma l'ambiente cai non mi piace, non mi ci sono mai trovato bene.

sarò io sbagliato
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