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notte di coppa
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casmau Rispondi citando



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Luogo di residenza: Roma, Appennino

MessaggioInviato: Mer Mag 27, 2009 22:46    Oggetto: notte di coppa
 
milioni, ma che dico, miliardi di persone stanno vedendo la finale della coppa dei campioni, qualcuno si sta appassionando, altri ne hanno bisogno, altri ancora stanno fingendo di essere coinvolti per non sentirsi più soli di quello che sono, altri sono obbligati. è la legge dello sport, si ma quale sport, dov'è lo sport?? dov'è l'avventura? si perchè lo sport una volta era principalmente un'avventura. ci si sentiva forti, ma si aveva bisogno degli avversari, e quindi si rispettavano, rendendo la sconfitta meno amara, oppure una vittoria più vera. il calcio prima e la montagna poi sono stati i giochi che più mi hanno coinvolto, sono stati il laboratorio della mia vita, quando giovanissimo cercavo di capire chi ero, e chi erano gli altri. Nel mio quartiere a Testaccio, se volevi una maglia e un pallone vero dovevi andare in parrocchia. Ma li il mio gioco non era completamente nelle mie mani, ne in quelle dei miei compagni. Il quartiere offriva ancora molti spazi, dove poter autogestire il tuo sogno. lottando riuscii a portare molti miei coetanei a esprimerci in quegli spazi liberi, organizzai tornei con regole inventate, ma regole da rispettare, trovai quaderni dove fare classifiche e marcatori. sfide infinite, libere, per questo ancora più belle. Poi durante uno dei miei giri in bicicletta, scoprii il circo massimo, mi fermai a osservare uno degli spazi più belli di Roma, quell'arena nel pieno della Roma imperiale, sempre aperto, sempre accessibile, addirittura gli spalti, fu un'attimo, vidi li le nostre partite. Non fu facile proporlo ai miei amici, c'era da camminare prima di cominciare la partita, ma il mio entusiasmo fu contagioso, e forse lo è ancora oggi quando propongo ai miei amici un giro in montagna, perchè un giorno un corteo di 22 adolescenti si misero in cammino dal popolare Testaccio al centro di Roma per prendersi uno spazio tra i più belli del mondo.

Furono tornei indimenticabili, e presto iniziarono le sfide con altri quartieri, ma nel frattempo si cresceva e la palla andava passata ad altre generazioni. Questo è il mio calcio.
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Di colpo tutta la mia facoltà di pensare si spegne.
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clark Rispondi citando



Registrato: 22/12/07 10:26
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MessaggioInviato: Mer Mag 27, 2009 23:26    Oggetto:
 
Dì la verità, cosa pagheresti perchè ci fosse la Roma a giocare stasera....
Bella l'immagine della banda di ragazzi che gioca a calcio tra i resti dell'impero romano...vedi, gli imperi e gli imperatori soppraffatti dal tempo e dai popoli...
Ave Maurì! Very Happy
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casmau Rispondi citando



Registrato: 04/10/06 18:00
Messaggi: 8395
Luogo di residenza: Roma, Appennino

MessaggioInviato: Mer Mag 27, 2009 23:36    Oggetto:
 
clark ha scritto:
Dì la verità, cosa pagheresti perchè ci fosse la Roma a giocare stasera....
Bella l'immagine della banda di ragazzi che gioca a calcio tra i resti dell'impero romano...vedi, gli imperi e gli imperatori soppraffatti dal tempo e dai popoli...
Ave Maurì! Very Happy


sei una bella persona, come tanti in questo piccolo spazio, hai perfettamente sentito quel velo di amarezza che ho avvertito io nel vedere la finale senza la mia squadra, ma nello stesso momento avrei voluto abbracciare i fratelli spagnoli o inglesi che stavano soffrendo o gioiendo per una semplice partita di calcio.

Ave a te Nick Wink
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giangigia Rispondi citando



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Luogo di residenza: San Benedetto Del Tronto

MessaggioInviato: Gio Mag 28, 2009 11:54    Oggetto:
 
clark ha scritto:
Dì la verità, cosa pagheresti

per riavvolgere il nastro e tornare a quei magnifici tornei tra le vestigia di Roma antica?
Io, grande Maurizio, ho sentito questa sottile malinconia nel tuo bellissimo (come al solito) 3d.
Vedi, con tutto il rispetto per i giovani, solo chi, come me, ha una certa età può capire la tua "saudade".

Perchè ce l'ho anch'io.

Bai.
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FrancoF Rispondi citando



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Messaggi: 589
Luogo di residenza: Marano (VI)

MessaggioInviato: Gio Mag 28, 2009 13:31    Oggetto:
 
Proprio ieri sera, mentre tu scrivevi, mia moglie mi guardava perplessa:
"Non ti capisco, non te ne frega niente del calcio per tutto l'anno e poi stasera sei così preso a voler vedere 'sta partita!"

Ero incuriosito da quelle che sono due grandi squadre, dall'idea che una delle due, il Barca, è basata su una inconsueta forma di azionariato popolare.
Volevo godere dell'estro degli spagnoli (che sempre mi stanno simpatici) e di quel Cristiano Ronaldo, geniale ma sbruffone (che sempre mi sta antipatico)...

Ma hai ragione tu, il calcio vero è altro e puo' anche essere piacevole.
Il calcio vero è quello splendido, metaforico, della "leva '68" che il tuo bel racconto tanto vividamente mi ha saputo evocare.

I tuoi ricordi che si mescolano ad i miei...

un bambino accudito dalla nonna...
...una contrada di "veci", un paesino dove puoi giocare in strada, in corte, stando solo attenti a non rompere i vasi di fiori... a non alzare la polvere, che sennò le donne si arrabbiano.
i tornei con tre bambini, tre squadre, io sempre la Germania...
i trofei fatti di cartone, con le vaschette del gelato e i coni della lana...
le ginocchia sbucciate...

bel tema Maurì, proprio un bel tema Smile
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Franco
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casmau Rispondi citando



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Luogo di residenza: Roma, Appennino

MessaggioInviato: Gio Mag 28, 2009 14:15    Oggetto:
 
FrancoF ha scritto:
Proprio ieri sera, mentre tu scrivevi, mia moglie mi guardava perplessa:
"Non ti capisco, non te ne frega niente del calcio per tutto l'anno e poi stasera sei così preso a voler vedere 'sta partita!"

Ero incuriosito da quelle che sono due grandi squadre, dall'idea che una delle due, il Barca, è basata su una inconsueta forma di azionariato popolare.
Volevo godere dell'estro degli spagnoli (che sempre mi stanno simpatici) e di quel Cristiano Ronaldo, geniale ma sbruffone (che sempre mi sta antipatico)...

Ma hai ragione tu, il calcio vero è altro e puo' anche essere piacevole.
Il calcio vero è quello splendido, metaforico, della "leva '68" che il tuo bel racconto tanto vividamente mi ha saputo evocare.

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più grande, ancora calpestavo i terrosi campi di periferia, con una delle squadre più anarchiche di quegli anni i Carioca, facevamo i tornei UISP, con magliettacce gialle a ricordare il brasile. Eravamo una bella squadra, forte in tutti i reparti, avevamo tutti giocato nelle varie categorie, ma eravamo tutti appassionati del bel calcio, quello allegro, scansonato, la partita per noi iniziava molte ore prima, ci si vedeva, si fumava insieme, si facevano tattiche, a seconda del tipo di fumo. Se era erba, si doveva giocare di più sulle fasce, perchè il nostro centravanti, l'anarchico Fumelli, quando fumava erba diventava un rapinatore d'area, bastava buttarla dentro e lui zac bruciava sempre tutti. Se invece era hashish, era la palla a dover girare, per far correre di più gli avversari, aspettando che calassero, senza prenderne troppi. Una volta andammo a giocare con la prima in classifica, ai Monti Tiburtini, zona delicata di Roma, trovammo un'ambiente caldo. La partita fu tirata, poi loro segnarono un bel gol. Io e Fumelli andammo al centro con la palla in mano. Lui mi disse, toccami la palla e scatta in avanti, verso i 2 centrali lungagnoni. Io lo guardai perplesso, ma esegui, anche perchè il Fumelli con quella faccia scavata con 2 baffetti mista tra Caniggia e Eduardo potevi solo ascoltarlo. Toccai la palla di lato, e scattai come un furetto verso i 2 centrali, alzai lo sguardo in alto e vidi il pallone viaggiare sulla mia testa, avevo superato il centro campo, e vedevo solo figure ferme, più giù i 2 centrali, con una faccia sorniona, a dire ma dovà questo? La palla inizio la sua discesa, tra me e i 2, fecero un grosso errore, lasciarono rimbalzare la palla, cosicchè dopo il primo rimbalzo me la ritrovai all'altezza della mia testa, bastò un tocco leggerissimo e già ero oltre i 2 vatussi, vidi le loro facce sorprese, e ora che si misero in moto, io ero li davanti al portiere con quella palla giusta, con quei brevi rimbalzi che chi ha giocato sa, che devi scegliere tra la forza e l'astuzia. Il portiere iniziò a venirmi incontro e io presi la mia decisione. Un pallonetto, di quelli lenti, infiniti si infilò nella porta con delicatezza, mentre uno dei 2 lungagnoni scivolando disperatamente si incastrò nella rete. Fu una delle più belle cose di calcio e amicizia che abbia mai vissuto. Finì 1 a 1. Un'impresa

Magari un'altra volta potrei scrivere di un'altra squadra, di un periodo più adulto, vi dico solo il nome.... l'Angoscia Shocked
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gianko Rispondi citando



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MessaggioInviato: Gio Mag 28, 2009 17:02    Oggetto:
 
casmau ha scritto:
FrancoF ha scritto:
Proprio ieri sera, mentre tu scrivevi, mia moglie mi guardava perplessa:
"Non ti capisco, non te ne frega niente del calcio per tutto l'anno e poi stasera sei così preso a voler vedere 'sta partita!"

Ero incuriosito da quelle che sono due grandi squadre, dall'idea che una delle due, il Barca, è basata su una inconsueta forma di azionariato popolare.
Volevo godere dell'estro degli spagnoli (che sempre mi stanno simpatici) e di quel Cristiano Ronaldo, geniale ma sbruffone (che sempre mi sta antipatico)...

Ma hai ragione tu, il calcio vero è altro e puo' anche essere piacevole.
Il calcio vero è quello splendido, metaforico, della "leva '68" che il tuo bel racconto tanto vividamente mi ha saputo evocare.

I tuoi ricordi che si mescolano ad i miei...

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più grande, ancora calpestavo i terrosi campi di periferia, con una delle squadre più anarchiche di quegli anni i Carioca, facevamo i tornei UISP, con magliettacce gialle a ricordare il brasile. Eravamo una bella squadra, forte in tutti i reparti, avevamo tutti giocato nelle varie categorie, ma eravamo tutti appassionati del bel calcio, quello allegro, scansonato, la partita per noi iniziava molte ore prima, ci si vedeva, si fumava insieme, si facevano tattiche, a seconda del tipo di fumo. Se era erba, si doveva giocare di più sulle fasce, perchè il nostro centravanti, l'anarchico Fumelli, quando fumava erba diventava un rapinatore d'area, bastava buttarla dentro e lui zac bruciava sempre tutti. Se invece era hashish, era la palla a dover girare, per far correre di più gli avversari, aspettando che calassero, senza prenderne troppi. Una volta andammo a giocare con la prima in classifica, ai Monti Tiburtini, zona delicata di Roma, trovammo un'ambiente caldo. La partita fu tirata, poi loro segnarono un bel gol. Io e Fumelli andammo al centro con la palla in mano. Lui mi disse, toccami la palla e scatta in avanti, verso i 2 centrali lungagnoni. Io lo guardai perplesso, ma esegui, anche perchè il Fumelli con quella faccia scavata con 2 baffetti mista tra Caniggia e Eduardo potevi solo ascoltarlo. Toccai la palla di lato, e scattai come un furetto verso i 2 centrali, alzai lo sguardo in alto e vidi il pallone viaggiare sulla mia testa, avevo superato il centro campo, e vedevo solo figure ferme, più giù i 2 centrali, con una faccia sorniona, a dire ma dovà questo? La palla inizio la sua discesa, tra me e i 2, fecero un grosso errore, lasciarono rimbalzare la palla, cosicchè dopo il primo rimbalzo me la ritrovai all'altezza della mia testa, bastò un tocco leggerissimo e già ero oltre i 2 vatussi, vidi le loro facce sorprese, e ora che si misero in moto, io ero li davanti al portiere con quella palla giusta, con quei brevi rimbalzi che chi ha giocato sa, che devi scegliere tra la forza e l'astuzia. Il portiere iniziò a venirmi incontro e io presi la mia decisione. Un pallonetto, di quelli lenti, infiniti si infilò nella porta con delicatezza, mentre uno dei 2 lungagnoni scivolando disperatamente si incastrò nella rete. Fu una delle più belle cose di calcio e amicizia che abbia mai vissuto. Finì 1 a 1. Un'impresa

Magari un'altra volta potrei scrivere di un'altra squadra, di un periodo più adulto, vi dico solo il nome.... l'Angoscia Shocked
ecco perche' non sono mai riuscito a finire l'album delle figurine Panini.....me mancava sempre er Casalini Laughing Laughing Laughing
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zeta zeta Rispondi citando



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MessaggioInviato: Ven Mag 29, 2009 21:04    Oggetto:
 
La lettura dei bei, brevi racconti delle avventure calcistiche romanesche di "casmau" mi ha fatto ritornare in mente quando in inverno, da ragazzi, passavamo interi pomeriggi fino a tardi a giocare a pallone sull'ampio marciapiedi della riviera di Pescara.

Mangiavamo pane e pallone.
Domenica pomeriggio le partite alla radio, martedì allenamento ufficiale, mercoledì pomeriggio partitona sulla riviera e la sera le coppe sul "SECONDO CANALE" con gli eurogol, giovedì ancora allenamento, venerdì e sabato ancora partitoni sul marciapiedi e la domenica mattina partita seria sul campo regolare.

Nelle sfide sulla riviera i pali della porta quattro mattoni, il pallone il mitico "YASCHIN", le scarpe quelle da tennis che calzavamo 7 giorni alla settimana, quando le toglievamo...'na puzza!
Erano sfide infinite condite da una spensieratezza contagiosa.
Per formare le squadre i due capitani, i più forti, uno per volta sceglievano i compagni di squadra con la conta. Inevitabilmente gli ultimi due che restavano erano i più ...scarsi.
Corse, sudate, gol, prese per il culo, amicizia, litgate, palloni che scoppiavano quando finivano sotto le ruote delle auto che passavano vicine di fianco sulla strada a pochi metri.

Per questi incontri avevamo un solo problema, quando il tempo era brutto e pioveva il nostro piccolo campionato per forza di cose subiva una battuta d'arresto.
Noi, però, non volevamo mordere il freno perchè i piedi scalpitavano per avere quel libidinoso contato fisico con la sfera, ed allora abbiamo avuto davvero una bella pensata! Ancor più bello è stato il fatto che l'abbiamo pure messa in pratica.

Un'incursione entro le "linee nemiche"!
Con fare deciso e circospetto scavalcammo il reticolato di filo di ferro che ingabbiava nei mesi invernali l'ampia costruzione di uno stabilimento balneare. Letteralmente scardinammo una porta per trovarci dentro un vasto salone dove ordinatamente erano accatastate sdraio, sedie, ombrelloni ed altri aggeggi d'uso dei balneatori.
Con pazienza accatastammo tutta 'sta roba da una parte, per ricavarci un'area appena sufficiente per consentire delle partite 4 contro 4.
Era fatta, avevamo il nostro stadio al coperto che ci garnativa la continuità pallonara anche quando il meteo era fortemente inclemente.
La cosa andò avanti per diverso tempo.

Un bel giorno, anzi un brutto giorno, durante l'ennesima sfida, all'apice dell'agonismo, d'improvvisò all'interno del nostro, e dico "NOSTRO", stadio si materializzò....il padrone dello stabilimento!
Ci fu solamente un attimo di smarrimento da parte nostra del quale, però, il leggitimo proprietario non ne approfittò per acchiappare qualcuno di noi.
Realizzammo in pochi decimi di secondo quello che poteva succedere a tutta la cricca se qualcuno di noi fosse stato acciufato: tutti, ma proprio tutti, i nostri genitori sarebbero stati messi al corrente della nostra violazione di proprietà privata! Sarebbero stati cazzi acidi senza esclusioni di sorta per ognuno di noi!

Veloci più del vento, sguiscianti come anguille, scattammo rapidissimi infilandoci come dei sorci sopresi dal gatto nei vari pertugi dello stabile rivierasco.
L'adrenalina era a 3000!

In men che non si dica ci ritrovammo tutti fuori a correre a perdifiato per dileguarci nei meandri reconditi del quartiere che conoscevamo a menadito.
Giunti al sicuro, ci contammo. Nessuna perdita, avevamo recuperato persino il pallone! Una vittoria su tutto il fronte!
Con il cuore ancora in gola, ansimanti, paonazzi e sudati, ognuno raccontò la versione delle proprie fortissime emozioni appena provate.
Passato il grosso spavento furono grasse risate a crepapelle!

Di seguito rinunciammo alle partite al coperto.
Preferimmo continuare a giocare a pallone anche sotto la pioggia.

Strano è, che al tempo d'oggi di calcio e di pallone non ne voglio sentire parlare neanche lontanamente, non m'interessa assolutamente più....
Booh???
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gianko Rispondi citando



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MessaggioInviato: Ven Mag 29, 2009 22:33    Oggetto:
 
a me invece manca il vecchio calcio parlato: scusa Ameri scusa Ameri..intervengo dall'Olimpico la Voce di Sandro Ciotti,gli interventi di Giorgio Bubba,Carlo Nesti,Tonino Carino in televisione a 90° minuto...e poi il pathos di vedere quel mezzo tempo di partita in televisione che non sapevi mai fino all'ultimo quale fosse la partita...le serate a giocare a carte al bar aspettando la Domenica Sportiva per vedere i gol.Anche quello era sicuramente un calcio malato.pero'che nostalgia...sto invecchiando Crying or Very sad Crying or Very sad
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casmau Rispondi citando



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MessaggioInviato: Ven Mag 29, 2009 22:35    Oggetto:
 
mi è sempre piaciuto giocare al calcio sotto la pioggia, il fango, le scivolate, il pallone pesante che ti costringe a inventarti un nuovo modo di giocare. Bel racconto Z, anche per me il calcio di oggi non mi appartiene.

Ciao Cannolì Wink
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casmau Rispondi citando



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MessaggioInviato: Ven Mag 29, 2009 22:37    Oggetto:
 
gianko ha scritto:
a me invece manca il vecchio calcio parlato: scusa Ameri scusa Ameri..intervengo dall'Olimpico la Voce di Sandro Ciotti,gli interventi di Giorgio Bubba,Carlo Nesti,Tonino Carino in televisione a 90° minuto...e poi il pathos di vedere quel mezzo tempo di partita in televisione che non sapevi mai fino all'ultimo quale fosse la partita...le serate a giocare a carte al bar aspettando la Domenica Sportiva per vedere i gol.Anche quello era sicuramente un calcio malato.pero'che nostalgia...sto invecchiando Crying or Very sad Crying or Very sad


la più bella frase della mia vita???

La Roma in vantaggiooooo!!!!!! Wink
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gianko Rispondi citando



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MessaggioInviato: Ven Mag 29, 2009 22:45    Oggetto:
 
casmau ha scritto:
gianko ha scritto:
a me invece manca il vecchio calcio parlato: scusa Ameri scusa Ameri..intervengo dall'Olimpico la Voce di Sandro Ciotti,gli interventi di Giorgio Bubba,Carlo Nesti,Tonino Carino in televisione a 90° minuto...e poi il pathos di vedere quel mezzo tempo di partita in televisione che non sapevi mai fino all'ultimo quale fosse la partita...le serate a giocare a carte al bar aspettando la Domenica Sportiva per vedere i gol.Anche quello era sicuramente un calcio malato.pero'che nostalgia...sto invecchiando Crying or Very sad Crying or Very sad


la più bella frase della mia vita???

La Roma in vantaggiooooo!!!!!! Wink
a me lo dici!!?? Scusa Ameri....Roma in vantaggio ...Di Bartolomei....una bomba da 30 metri ha piegato Garella!! Ancora moo ricordo Cool Cool
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giangigia Rispondi citando



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MessaggioInviato: Ven Mag 29, 2009 22:59    Oggetto:
 
casmau ha scritto:
Bel racconto Z, anche per me il calcio di oggi non mi appartiene.


Chissà forse tra qualche decennio quando le partite saranno solo virtuali giocate da ologrammi su campi digitali forse i giovani di adesso rimpiangeranno questi tempi.

""Lu peggie vè sempre arrete""* dicono i ns. vecchi.

Bai.



*Il Peggio viene sempre dopo (+ o -)
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enrico r. Rispondi citando



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MessaggioInviato: Sab Mag 30, 2009 15:48    Oggetto:
 
Belle storie.

Se non l'avete già fatto, leggete 'Futbol' di Osvaldo Soriano. Scrive - alla grande - di vicende di un altro continente ma... lo spirito è quello. E un altro bel libro è 'Il sogno di Futbolandia' di Jorge Valdano, un grande del passato che oltre ai piedi sa usare anche la testa. E un'altra bella storia di calcio scalcinato e appassionato è 'Come gli s.s. wanderers vinsero la coppa d'inghilterra' di James Lloyd Carr.

Vere storie OTT, provare per credere.

P.S.: c'è un inghippo. I primi due sono pubblicati da case editrici del signor B., che con il calcio di cui sopra c'entra pochino. Che vi devo dire: sono le contraddizioni con le quali tocca fare i conti quotidianamente.
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zeta zeta Rispondi citando



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Luogo di residenza: Pescara Centrale - ABRUZZO

MessaggioInviato: Dom Mag 31, 2009 17:58    Oggetto:
 
giangigia ha scritto:
...

""Lu peggie vè sempre arrete""* dicono i ns. vecchi.

...


Per stretta vicinanza geografica l'idioma è molto simile! Wink
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