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La compagnia aerea.

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Magazine: tra cultura e informazione

giovannibusato Rispondi citando



Registrato: 09/03/06 16:03
Messaggi: 2157
Luogo di residenza: Paesello

MessaggioInviato: Gio Ago 27, 2009 17:37    Oggetto: La compagnia aerea.
 
C’è appena un filo d’aria all’ombra di questa rubinia, i raggi del sole si infilano improvvisi come coltelli al frusciare delle foglie e piccoli fiori cadono nel bicchiere di vino bianco, ormai caldo.
La manica a vento del campo di volo pende esausta e alcuni piloti parlano sottovoce tra loro mimando con le mani scene di volo, cabrate, picchiate; lì vicino, indifferente, Giulio cerca di carpire qualche segreto quando dal bordo del campo, appena sopra le piante, spunta un Piper Rosso col suo caratteristico ed incerto volo a farfalla; compie un paio di virate sul campo e scende, che quando toglie motore sembra fermarsi in aria.
Atterra leggero, un po’ di traverso per raddrizzarsi di scatto al contatto con il terreno.
Quando spegne il motore siamo lì ad accarezzare le ali centinate, la carlinga bombata come i frigoriferi degli anni trenta,la coda bassa e l’elica di legno. Un pezzo unico.
Poi, all’improvviso Giulio lo prende sotto i carrelli e lo alza; sì lo alza! Il motore è ancora caldo, un Tiger sette e mezzo che sa di olio di ricino bruciato.
“Questo sarà il nostro aereo!”
Nasceva così al paesello la compagnia… dell’aereo!
Adesso che sono passati molti anni, non ricordo proprio da dove sia venuta questa improvvisa passione, di sicuro eravamo appoggiati alla ringhiera del bar ad escogitare qualcosa da fare, perché è lì che sono nate le storie più strane.
Comunque il sabato successivo, tutti e cinque andammo in città;
che grande Vicenza!
Dietro il Duomo c’era un negozio per patiti di aereomodellismo e ne uscimmo con un milione di vecchie lire di pezzi, tele, colori, cavetti, radio e telecomandi e andammo subito a festeggiare che già ci immaginavamo consumati piloti sul prato di decollo.
Ne parliamo tra sei mesi, almeno!”
Ci disse sorridendo il negoziante; era la fine di settembre e realizzammo finalmente che quello non era un negozio di giocattoli.
Srotolammo il progetto nella cantina di Franco e improvvisamente ci trovammo in un mondo sconosciuto, parallelo; scoprimmo persone che non avevamo mai visto sotto questo punto di vista; questo modo di passare il tempo libero, scoprimmo i tempi lenti del modellismo: una sera intera per fare un pezzetto grande come una scatola di fiammiferi!
Era la fine di settembre e ci eravamo dentro fino al collo; il volo inaugurale era previsto per la primavera successiva; attrezzammo la cantina di Franco per passarci le serate d’inverno.
I lavori procedevano alacremente, quasi tutte le sere disertavamo il bar che il barista ci telefonò per sapere se aveva fatto qualcosa di male, qualche torto; il progetto appeso sopra il tavolo scandiva le varie tappe della costruzione; ogni tanto gli amici del campo di volo venivano a darci qualche consulenza e noi la domenica andavamo a veder volare i loro modelli, tanto che al bar, vista la ringhiera sempre deserta, il barista pensò bene di tinteggiarla,.. finalmente!
A Natale avevo ancora la sciolina sugli sci!
Ma avevamo completato le ali, e intanto avevamo fatto nuove conoscenze, il nostro consulente ci aveva prestato un suo modello da addestramento così che potevamo fare anche qualche volo; al campo conoscevamo un po’ tutti; c’era Mario, che si era dimenticato di cambiare le batteria dei comandi radio sull’aereo, così dopo il decollo la radio lo aveva piantato e l’aereo era partito verso ovest incurante del frenetico tramestio sul telecomando tanto che quando fu un puntino all’orizzonte dovette salire in macchina e seguirlo via terra con la testa fuori dal finestrino nell’aria di gennaio tra le stradine nei campi, fino all’inevitabile schianto in un vigneto.
E c’era Arturo l’acrobata, quello invidiato da tutti per la sua bravura col telecomando perché quando l’aereo ce l’hai di coda, lo porti come se ci fossi seduto dentro, ma già quando ti viene incontro i comandi sono al contrario, figuriamo in volo rovesciato, la sua specialità.
Così quella domenica, davanti al pubblico delle grandi occasioni, arrivò sul campo col suo Cessna in volo rovesciato a tre metri da terra, ma forse stordito dai bianchetti o dal momento di gloria, dìmentico di avere l’aereo rovescio, volle richiamarlo in cielo cabrando decisamente, e mesi di lavoro si piantarono di muso per terra in mille pezzi.
Ricordo che guardava il telecomando e ripeteva: picchiare mona.. mona, dovevi picchiare!!
Intanto avevamo completata la carlinga ed era già metà marzo; la stagione scialpinistica era quasi finita senza neppure cominciare che installammo la radio e i comandi; la prima volta che li provammo fuori nevicava, di solito avrei piantato tutti lì e sarei corso con gli sci sulla “Riva” e invece rimasi lì imbambolato a vedere gli alettoni e il timone di coda muoversi con precisione al minimo spostamento della cloche.
Ora veniva la parte più complicata: l’installazione del motore; perché il motore degli aerei a elica non è mica in asse con il velivolo; controcoppia era la parola magica..controcoppia si sussurrava piano al campo.
Controcoppia!! dissi una sera ad una festa anticipando la fine di una descrizione che nessuno ascoltava e che disperatamente un anziano signore tentava di mettere al centro della discussione; mentre la gente sfollava verso altri capannelli lo ascoltai volentieri e ci bevemmo pure una bottiglia di Chianti, alla fine della storia mi ringraziò con gli occhi lucidi e si addormentò sul divano; io mi alzai lievemente imbardato, dovevo avere anch’io qualche problema di controcoppia perché certo non stavo in asse.
Le domeniche erano ormai dedicate a pilotare il nostro aereo scuola ed eravamo anche diventati bravi, a parte qualche disavventura come quella volta che l’aereo si infilò nel fienile dell’agricolo confinante, il quale esasperato dai continui atterraggi di fortuna tra galline e conigli terrorizzati, non voleva più ridarcelo.
Neanche le minacce più torve facevano presa, ma mezza damigiana di merlot lo convertì al volo, anzi diventammo ospiti fissi di spuntini strepitosi tanto che, per un po’, perdemmo di vista il volo a beneficio di sopresse , salami e cotechini…
Ma la primavera vide comunque le finiture finali, la serigrafia con le nostre iniziali sulla carlinga bianca e le ali rosso fuoco; il Tiger cantava come il trapano del dentista e noi lo facevamo andare avanti indietro, a destra e a sinistra che sembrava un aquilotto nel nido, che si muove inquieto, guarda giù nel vuoto, ma ancora non ha il coraggio per involarsi.
E noi avevamo il terrore, altroché coraggio; chi avrebbe avuto il coraggio di alzarlo in volo la prima volta?
Così decidemmo di chiedere a Mariano, una specie di guru nell’ambiente che faceva volare qualsiasi, se avesse fatto il primo volo.
Nel caso non avesse accettato, sarebbe toccato a me: ufficiale in seconda!
Il sabato lo esponemmo nel centro del paesello, nella vetrina del negozio di una amica e rimanemmo là a guardarlo come fosse una veglia, ovviamente salvo i tempi tecnici per andare al bar e tornare, gongolando dei complimenti dei passanti, finchè l’Antonella all’ora di chiusura non venne col bastone ad abbassare le serrande: “E allora, ancora qua? dai cari, forsa: quanto bon tempo!”
L’indomani era il 13 aprile, domenica, tempo sereno, freddo e calma di vento; sul Carega ancora tanta neve incredibilmente indifferente e noi a manetta col rasaerba sul campo di volo che Wimbledon era un campo di patate al confronto!
Mariano tardava ed io cominciavo ad innervosirmi; giocherellavo con il telecomando:
ok motore, lascialo andare, venti metri a manetta poi cloche destra verso di me, ok su, su, bene ora livella ok.
Ora torniamo indietro: cloche sinistra piano verso destra, aumenta motore che altrimenti scivola d’ala, ok ecco che arriva, la destra è sinistra e la sinistra destra..
“Tutto a posto??” La voce mi riportò a terra: era Mariano, finalmente.
Con molta sicurezza fece qualche prova; alettoni, timone, tutto bene!.
Lo portò al centro della pista e diede gas, il sette e mezzo cantava a mille; per lui la cosa più normale, per noi come partisse un parente che non ritorna, così la farò breve come quando si toglie un dente: l’aereo si impennò maestoso che non stavamo nella pelle, poi all’improvviso si imbardò su se stesso per rovesciarsi all’indietro, il motore si spense e l’aereo si schiantò al suolo in mille pezzi.
Rimanemmo un bel pezzo in silenzio a guardare il disastro; Mariano sconsolato ci rese il telecomando col fare del chirurgo dei film che esce dalla sala operatoria a dirti che purtroppo non c’è stato nulla da fare; almeno lo avessimo schiantato noi, pensammo.
Coraggio, ci dissero, si può sempre riparare, qui tutti si sono schiantati almeno una volta!”
Ma noi sapevamo che non ci sarebbe stato un altro Piper perché con l’ultima messa a punto era finita la curiosità, la sorpresa, diventava tutto routine e noi, quelli della centoventotto, non eravamo pronti, non ancora, per la routine.
Certo, alla fine ci mancò proprio quello che cercavamo: il volo!
Perché se lo avessimo schiantato noi avremmo anche volato, per poco ma volato; invece eravamo rimasti a terra. Mai più, ci dicemmo.
Così ora siamo di nuovo appoggiati alla ringhiera del bar, tinteggiata di nuovo; ci si guarda in giro; ho tolto la sciolina agli sci che gli amici hanno subito organizzato uno spuntino per festeggiare il figliol prodigo.
E’ solo un momento di calma, perché sicuramente la prossima “trovata geniale” è già dietro l’angolo pensavo quando Giulio sbottò serio:
“Veder precipitare quell’aereo mi ha spezzato il cuore; bisognerebbe trovare qualcosa che non dia tanto dolore a vedersi..”
Poi si girò, e con la ritrovata solita faccia da sberle disse:
“Potremmo costruire un… sottomarino!”
Per un attimo ci guardammo in silenzio, poi un sonoro “ma và in monaaaa” decretò la fine del lutto e l’inizio della festa;
il barista uscì di corsa ridendo con gli sprizzetti al bitter..
offro io..,ecchè cazzo, bentornati!“
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giovanni
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Valentino_52 Rispondi citando



Registrato: 21/02/06 09:49
Messaggi: 7223
Luogo di residenza: TRENTO

MessaggioInviato: Gio Ago 27, 2009 19:36    Oggetto:
 
Anche la ringhiera del Bar-OTT era deserta Wink

Bentornato con i tuoi racconti....ecchecazzo! Laughing
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"Le azioni più straordinarie sono quelle semplici e spontanee" (Grizzly 1-5-2010)
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clark Rispondi citando



Registrato: 22/12/07 10:26
Messaggi: 1855
Luogo di residenza: Vicenza

MessaggioInviato: Gio Ago 27, 2009 22:18    Oggetto:
 
Che ridere! Siete troppo forti! Laughing
(però aveva ragione l'Antonella: quanto bontempo! Laughing )
_________________
le cose semplici sono le più belle
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casmau Rispondi citando



Registrato: 04/10/06 18:00
Messaggi: 8395
Luogo di residenza: Roma, Appennino

MessaggioInviato: Gio Ago 27, 2009 22:23    Oggetto:
 
questo forum dimostra che qualsiasi storia, purchè veramente vissuta e sentita è una grande storia. Grazie ancora Giovà Wink
_________________
http://scianarchik.blogspot.com/

http://vimeo.com/87710861

Di colpo tutta la mia facoltà di pensare si spegne.
Che sensazione piacevole! Ho forse dormito?
No sto facendo una gita con gli sci
H. Buhl
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FrancoF Rispondi citando



Registrato: 10/02/08 13:12
Messaggi: 589
Luogo di residenza: Marano (VI)

MessaggioInviato: Ven Ago 28, 2009 13:13    Oggetto:
 
Che bello, c'è tutto il gusto della scoperta!

Smile
mi hai raddrizzato la giornata
_________________
Franco
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LucaGPS Rispondi citando



Registrato: 18/12/06 01:01
Messaggi: 6436
Luogo di residenza: Arco

MessaggioInviato: Ven Ago 28, 2009 13:22    Oggetto:
 
Grande Giovanni!
Cool Cool Cool
Almeno tu l'hai costruito.

Io ho comperato la Scatola di Montaggio di un Aliante.
Ma per anni è rimasta chiusa.
Alla fine è stata data via....

Rimane sempre la possibilità di riprovarci..
ma alla fine si rimane alla ringhiera! Wink

Chissà
Arrow Arrow Arrow
_________________
C’era un tizio racconta l’autista, che saliva con lo zaino, sci e scarponi, sorriso dolce sul viso bianco di crema solare..non l’ho più visto, forse si è stancato ed è andato altrove. Stancato? Guardo verso le montagne che scintillano più del solito.
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l'ultima strega Rispondi citando



Registrato: 14/05/09 20:17
Messaggi: 2374
Luogo di residenza: in tutto il mondo

MessaggioInviato: Ven Ago 28, 2009 14:23    Oggetto:
 
Shocked Shocked Mi sono sempre chiesta cosa spingesse il mio unico fratello a spendere un patrimonio per costruire un aereo, che regolarmente si schiantava al primo volo! Sad Sad Evil or Very Mad

Adesso, grazie a te, lo so Exclamation Exclamation Razz

Splendido racconto e bentornato, Giovanni! Razz
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Torno a casa ma ho già voglia di ripartire. Ho capito qual è il senso di una spedizione.E' salire una montagna andando oltre.E' distaccarsi dalla cima da elenco ... E' vivere l'assenza di radici come un cammino di libertà.... (Silvia M.Buscaini )
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Nicola Rispondi citando



Registrato: 13/10/06 10:13
Messaggi: 3120
Luogo di residenza: Schio

MessaggioInviato: Mar Set 01, 2009 14:52    Oggetto:
 
Si, ma con l'aereo si vola lontano dal tormentone estivo, hai deciso che acquisto fare?? Laughing
Dove sono adesso la stagione sta finendo: iniziano i saldi, casomai fammi un fischio! Laughing
_________________
Il monte è parabola della vita. Il monte innevato è parabola del paradiso.
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Loris Rispondi citando



Registrato: 07/01/07 17:43
Messaggi: 1481
Luogo di residenza: Bolzano

MessaggioInviato: Ven Set 11, 2009 19:37    Oggetto:
 
Non l'avevo ancora letta, bellissima, esprime tutto il fascino dell'aviazione! Laughing
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Non ci sei mai arrivato veramente, se non ci sei andato a piedi.
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