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Les Droites & Grand Pilier d'Angle: emozioni in Bianco

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Montagna oltre lo scialpinismo

Franz77 Rispondi citando



Registrato: 07/04/06 15:17
Messaggi: 371
Luogo di residenza: Bergamo

MessaggioInviato: Ven Ago 17, 2012 20:03    Oggetto: Les Droites & Grand Pilier d'Angle: emozioni in Bianco
 
Grand Pilier d’Angle, 4243 & 4304 m

dai Bivacchi Crippa-Lampugnani per il Col Eccles
Mont Blanc de Courmayeur e Mont Blanc, 4810
Discesa “via normale del Papa” dal Rif. Gonella
9-10-11 agosto 2012


“Non c’è vista più grandiosa d’Europa. Il mondo settentrionale finisce al brusco slancio delle Alpi e, su questo bordo elevato, il Monte Bianco, rannicchiato come un grande leone di pietra, fissa l’orizzonte, al di sopra delle pianure e delle lontananze azzurrognole dell’Italia e del mondo meridionale. Due spalle leonine, la cresta di Peuteréy e la cresta di Brouillard, staccano la loro massa imponente e riposano le loro due enormi zampe sui drappeggi delle pianure” (Geoffrey Winthrop, 1900).


Eravamo già stati ai Bivacchi Crippa e Lampugnani, appollaiati su una spalla del Pic Eccles, due anni fa con Mara, per fare la Brouillard. Nulla è cambiato: il solito “rush” finale per accaparrarsi gli ultimi posti liberi (nonostante la partenza notturna dalla Val Veny), il solito nido d’aquila con panorama mozzafiato, ove attendere la notte con acrobazie equilibristiche sul precipizio per convivere con gli altri ospiti. Stavolta però abbiam un nuovo amico, Denis, con cui condividere le meraviglie di questo Versante del Bianco (sì, non ho sbagliato a digitare: versante con la V maiuscola).
Eravamo già stati anche al Col di Peuterey con Marco l’anno scorso dopo la magnifica Nord della Aiguille Blanche. Nulla è cambiato: lo stesso senso di libertà e al contempo di maestosità schiacciante. Lo stesso senso di lontananza dalla civiltà.
Ma per quante volte si torni in un luogo così pregno di fascino, le emozioni saranno sempre massime.
L’anno scorso, dopo un’obbligatoria attesa in un crepaccio per le mancate condizioni di portanza della neve, avevam proseguito per il Couloir Eccles alla vetta del Bianco di Courmayeur, giungendovi al buio. Anche per questo tornare non “alla cieca” era una cosa che ci invogliava.
Dai bivacchi, giunti al Colle Eccles, dove parte (e dove tutti i presenti al bivacco sono diretti) la celebre cresta Innominata, con due doppie attrezzate da 60m siamo sui ripidissimi pendii sotto i Piloni che attraversiamo in velocità. Alle 5:30 siam presso il “nostro” crepaccio. Superata la crepaccia terminale, giungiamo a quello che pensiamo essere l’attacco della via (e forse lo sarà), ma ci respinge…questo però non è AD!!!! Proseguiamo fino a trovare un nuovo cheminement che permette di alzarsi. Si susseguono tiri con ghiaccio, placche, diedri e colouir in neve fantastica per arrivare alla cresta. Proseguiamo di conserva, ma non andiamo veloci come speravamo. Giunti sulla cresta che dà sul versante Nord (magnifique!!!) siamo a 4243m della vera vetta. Il filo si fa ora aereo e nevoso e da mozzare il fiato. Gendarmi e torrioni, traversi emozionanti. Fino a superare il gran gendarme sul lato nord e tornare su quello sud per arrivare alla quota maggiore (ma non la vetta principale), 4304m (Da Damilano, “Neige Glace et Mixte”), dove incrociamo le tracce provenienti dal couloir Eccles: variante grazie alla quale spesso le cordate si fregiano di avere salito questa montagna. A prescindere dal “gioco” dei collezionisti opinabile e discutibile quanto vogliamo, il giro del GPA è un viaggio avventuroso e per noi imperdibile.
Per il magnifico crestone nevoso, ottimamente tracciato, tanto evidente dal fondovalle, saliamo a sbucare al tramonto sul Mont Blanc de Courmayeur. Il “pernotto” alla Capanna (?) Vallot, la discesa dal Rifugio Gonella e l’eterno Miage saranno solo il corollario finale (per quanto faticoso) per finire questa ennesima magnifica esperienza su uno dei versanti “nobili” del Monte Bianco, a volte tanto bistrattato (cosa che viene in mente a guardare la Vallot o le normali super trafficate).


Il report fotografico completo al:
http://www.club4000.it/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=11&id=1147&Itemid=123&lang=it






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Les Droites, 4000 m

dal pendio del Col des Droites con bivacco
e discesa dal canalone SW
3-4-5 agosto 2012


L’approccio per questa montagna stavolta è differente. Dopo essersela lasciata sfuggire da nord per le condizioni “mai buone”, dopo essersela lasciata sfuggire con approccio sciistico a fine marzo (là per la Jardin) stavolta si decide per un “dritto” da valle. Le previsioni danno un venerdì buono senza temporali serali/notturni; sabato ottimo la mattina, temporalesco il pomeriggio. Partiamo quindi con materiale da bivacco dalla stazione di Montenvers decisi a salire fin dove le fatiche e le condizioni lo consentono, per avere vantaggio sul mattino seguente. Con me Ale, per la sua prima volta nel bacino del Talèfre. Il suo zaino è pauroso, ma non mollerà un attimo. Giunti direttamente sul bacino del ghiacciaio dopo la ripida, ormai arcinota, ferrata, molto più comodo che salire al rifugio Couvercle, dei nuvoloni si accalcano sulle montagne. Conosciamo le previsioni, ma non possono che preoccuparci. Sotto il pendio del Col des Droites l’itinerario è evidente e pare molto meno roccioso di quel che pensassimo. Proseguiamo sempre con calma, facendo diverse pause per bere e mangiare. Quando cominciamo a salire su neve, come da programma non fa più caldo e la progressione procede bene. Unica cosa siamo immersi nella nebbia. Solo verso il tramonto tutto si apre alle spalle regalandoci emozioni inimmaginabili. La luna piena illumina la nostra via. Dalla neve passiamo alla roccia e al misto per superare un salto di misto divertente. Ultimi pendii ripidi (50°) e troviamo un gruppo di sassi nella neve che fa al caso nostro. Ci ancoriamo ed eccoci nei sacchi con le stelle a darci la buona notte. L’indomani, nonostante una brezza leggermente fastidiosa, dormo talmente profondamente da non sentire la sveglia e solo Ale mi desta avvisandomi che è già chiaro… Cavolo si stava così bene Pronti-via! Un the caldo e delle barrette e siam in movimento: poca neve ed eccoci sulla fascia rocciosa. Arriva il sole dal lato delle Courtes: che giornata! Inizialmente su rocce instabili, poi via via che si sale su bei blocconi di ottimo granito con passaggi a volte leggermente atletici guadagnamo metri, un po’ in conserva, un po’ a tiri. Il ghiaccio residuo regala comunque anche dei passaggi di misto da affrontare con due picozze. Giunti al pendio sommitale siam diretti alla vetta con grande soddisfazione. Le nuvole sono arrivate, ma non destano ancora preoccupazione. La temperatura è tutt’altro che tropicale, alla faccia di Nerone… Scendiamo ora sul versante SW con la serie di doppie che si usano venendo dal Lagarde in primavera. Il primo tratto non è comodissimo (doppie non sempre regolari e dubbi sulla posizione degli ancoraggi), ma poi ci velocizziamo e il tutto assume un buon ritmo. Verso la base del canale un paio di scariche dall’alto ci fanno capire che è ora di svignarsela. Del resto il versante delle Courtes, come testimoniato da Roby, non era tanto più sicuro. Superata la crepaccia con un bel salto, proseguiamo nel dedalo di crepacci del ghiacciaio di Talèfre. Quando siam sulla morena però si scatena il temporale annunciato che vedevamo provenire dal Bianco. Sotto un sasso attendiamo che diminuisca. Scendere dalla ferrata con questi temporali che si susseguono ci sembra una cosa stupida e quantomeno pericolosa. Optiamo quindi per la notte al Couvercle. L’indomani, comunque sotto l’acqua, scendiamo sulla Mer de Glace costatando il graduale innevamento delle alte cime per queste fredde perturbazioni.
Una gran bella salita con un grande socio dimostratosi all’altezza delle situazioni. Come dice qualcuno il 4000 più basso, ma non per questo il più facile…


Il report fotografico completo al:
http://www.club4000.it/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=11&id=1119&Itemid=123&lang=it







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Di ritorno dal Bianco una bella due giorni nelle Dolomiti di Brenta con moglie e amici. Zone da noi poco conosciute ed ottimo "defatigante".
Percorriamo il Benini, le Bocchette Centrali e Alte, pernottando all'accogliente Rifugio Pedrotti.

Lungo le Centrali faremo il piacevole incontro con gli OTTimi forumisti Luisa-Ve, Marco, Annibale,....che approfitto per salutare nuovamente





Qui l'album completo:
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.4160571409393.2169300.1137286642&type=1&l=402025968f
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Due forumisti:"I fotoreports di Franz son come i giornalini pornografici:non leggo il testo,guardo solo le foto.Quindi Franz,continua a postar i tuoi reports, altrimenti mi tocca riabbonarmi a LeOre"
"Franz ormai è come un patrimonio dell'umanità"
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jack78 Rispondi citando



Registrato: 16/10/08 00:06
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Luogo di residenza: Andogno... per chi lo conosce ;-)

MessaggioInviato: Lun Ago 20, 2012 23:07    Oggetto:
 
Buontempone!?!! Wink

Sempre in giro,..... non ti è bastato un intero mese in giro per il mondo???? Embarassed
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jack78 Rispondi citando



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MessaggioInviato: Lun Ago 20, 2012 23:11    Oggetto:
 
Per continuare con le "emozioni in Bianco" allego anche il nostro giro alle Aiguilles du Diable Rolling Eyes

Qui alcune foto che rendono omaggio alla severità dell'ambiente "Mont Blanc":

https://picasaweb.google.com/100652511160225379819/AreteDuDiable

E qui il tragitto GPS anche se è "poco utile" dato che una volta sulla cresta è impossibile sbagliare strada Wink (semmai è dura trovare la via ma il gps serve a poco)

http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=1717117
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