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UNTERAAR: sulle tracce di Agassiz
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Franz77 Rispondi citando



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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 15:18    Oggetto: UNTERAAR: sulle tracce di Agassiz
 
UNTERAAR GLETSCHER, Oberland Bernese
Grimsel see ---> Aar biwak


L’Ober e l’Unter Aar gletscher. In rosso il probabile livello del ghiacciaio nel 1800. Sullo sfonfo il Finsteraarhorn, 4278m e il Lauteraarhorn, 4048m. Foto tratta da Wikimedia

La glaciologia, come la intendiamo oggi, pone le proprie basi nelle idee di un luminare del 1800, Jean Louis Rodolphe Agassiz (1807-1863). Questi fu uno dei primi a teorizzare l’estensione dei ghiacci nel passato oltre i limiti spaziali dell’epoca: a parlare quindi di ere glaciali. Nel 1840 costruì una capanna sul ghiacciaio inferiore dell’Aar (Unteraar gletscher) ove risiedette per un certo periodo in modo da poter studiare la morfologia glaciale e dar luce al prezioso volume giunto a noi: "Etudes sur les glaciers" ("Studio sui ghiacciai").



Impressionante è il raffronto con la foto aerea del 2012 (fonte GoogleEarth) con il contorno sulla mappa di Agassiz del 1842
https://lh4.googleusercontent.com/-eGlALVQjfIM/UGHPuk-cyGI/AAAAAAAACIQ/hE3tIt5Xgz0/s1000/map_hist.jpg
«Carte du Glacier inférieur de l'Aar, levée en 1842, d'après les directions de m.Agassiz par Jean Wild, Ingénieur»
(mia personale elaborazione).



Ecco anche qualche altra mia elaborazione da satellite.
Due immagini da satellite (Landsat Thematic Mapper NASA) del 1984 e del 2010.
Non va guardato l'arretramento della parte "blu" (ghiaccio) che viene progressivamente ricoperta da roccia, ma l'arretramento della fronte (coperta da detrito).

1984 vs 2011
In ciano (azzurro) la neve, in blu il ghiaccio
(si consideri che nell'immagine del 2011 c'era più neve che nel 1985: l'immagine non è stata acquisita nel periodo perfettamente idoneo allo studio)


Lo zoom alla fronte chiarisce bene l'arretramento di circa 1400 m in 27 anni.
e l'aumentata copertura di detrito.


Corre quest’anno il ventennale della nascita del Servizio Glaciologico Lombardo. In alcuni si fa strada l’idea di fare una spedizione oltre i confini regionali con scopi glaciologici. Colgo immediatamente l’idea di Valerio, che ripone le sue attenzioni sugli studi di Agassiz, perchè ha un sapore molto romantico. Sulle sue tracce si vorrebbe percorrere questo ghiacciaio e in qualche modo rievocarne gli studi, magari in futuro con un accampamento stanziale o con un film.
È un ghiacciaio che non mi è nuovo. Nel 2007, con la salita del Lauteraarhorn avevo avuto modo di percorrerlo: era stato un viaggio eterno e snervante, ma il solo pernottamento all’Aarbiwak ne giustificava un ritorno: si tratta per me di uno dei luoghi più belli e remoti delle Alpi.
Il percorso al bivacco è lungo ben 16 km (solo di andata, col ritorno: una maratona!!!)! Ma ogni angolo ha un fascino particolare…
Eccoci quindi in questo weekend di fine estate io, Warta, Valerio, Paglia e Livio alla volta del Grimselpass. La giornata comincia grigia e piovosa, ma il tempo di prepararsi a partire dall’auto e il cielo comincia ad aprirsi, come da previsione, lasciando sopraggiungere un bel sole. Il lago del Grimsel è lunghissimo, ma il percorso che lo costeggia è magnifico. Dopo un paio d’ore giungiamo al punto dove pare, secondo le antiche mappe di Agassiz, arrivasse il ghiacciaio nel 1840. Ora c’è la parte finale del lago. A destra la celebre parete de L’Eldorado, ove corre la famosa via Motorhead.
Eccoci ove il torrente Aar entra nel lago. La fronte del ghiacciaio è ancora lontana. Continuiamo sul comodo sentiero. Il tempo intanto peggiora sensibilmente e quando mettiamo piede sul ghiacciaio, che qui è completamente ricoperto da detrito, comincia a piovere. Superiamo il bivio per il Lauteraarhutte, posto 200 metri più in alto a causa dell’abbassamento del ghiacciaio. Al bivio tra Lauteraargletscher e Finsteraargletscher giriamo a sinistra per quest’ultimo e veniamo colti da una fitta nebbia: dei pali di legno sul ghiacciaio ci aiutano però a trovare la direzione. Quando entriamo nello Strahlegg gletscher manca ormai poco allo splendido Aar biwak. Acqua corrente, le crocs con marchio svizzero come ciabatte, piumini d’oca, fornello, ecc. E’ presente il gestore per la chiusura della stagione. Dopo aver goduto delle ultime luci sulle vette, ci dedichiamo alla luculliana cena: raviolini, melanzane alla parmigiana, due bottiglie di vino, salame, formaggi,…grappa. Insomma, non ci siam fatti mancare nulla. Sotto i caldi piumoni passeremo un’ottima notte. L’indomani ci svegliamo con una splendida giornata. Ridiscendiamo lo Strahlegg gletscher e il Finsteraar gletscher. Giunti allo Abschwung (la confluenza tra le due lingue principali) scavalchiamo la possente morena mediana mettendo piede sul Lauteraar gletscher alla ricerca di punti fotografici coerenti con le incisioni storiche di Agassiz. Ci rendiamo tuttavia conto che è difficile ritrovare un punto che si trovava sì in questo luogo, ma 100-200 metri più in alto: eh sì, il ghiacciaio ha subito questa sorprendente riduzione di spessore; ciò è evidente dai “segni” lasciati sulle rocce a lato della valle. Percorrendo la morena mediana alla ricerca dei macigni che costituivano l'Hôtel de Neuchâtelois (il bivacco di sassi dove alloggiava) la nostra fantasia torna a quelle gelide notti in cui lo scienziato e i suoi colleghi discorrevano di glaciologia davanti ad un fuoco. Con questi pensieri allestiamo un pic-nic di tutto rispetto con lo sfondo del Finsteraarhorn. Una sosta alla foce dell’Aar nel lago sulla sabbia (till glaciale) e non ci resta che tornare alla macchina, dopo aver rilevato con il GPS, metodi moderni di rilievo Wink, la fronte e alcune particolarità morfologiche.
Insomma, la montagna non è solo vie alpinistiche e 4000. La montagna è anche un libro aperto in merito alle variazioni climatiche e alle modificazioni ambientali di secoli e millenni che ci hanno preceduto. Un libro interessante e pregno di emozionanti conoscenze che arricchiscono chi ha la fortuna di non passare oltre senza porci attenzione. Bisogna anche aver la fortuna di avere soci validi e appassionati. Con quelli di questo weekend c'è stata la giusta intesa per tornare a casa con un bagaglio in più! Grazie!



Il report completo allo: http://www.on-ice.it/onice/viewtopic.php?t=14092

Qui qualche foto:

Ecco la fronte con il livello del 1800. Sopra visibile il Lauteraarhornhutte.


Un posto magico


La magnifica Nord del Finsteraarhorn



Il Finsteraar gletscher in 2 secoli di arretramento




Pic nic con panorama sublime

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Due forumisti:"I fotoreports di Franz son come i giornalini pornografici:non leggo il testo,guardo solo le foto.Quindi Franz,continua a postar i tuoi reports, altrimenti mi tocca riabbonarmi a LeOre"
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L'ultima modifica di Franz77 il Ven Set 28, 2012 9:23, modificato 2 volte
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l'ultima strega Rispondi citando



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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 17:12    Oggetto:
 
Surprised grazie Franz, di avermi fatto vedere l'altra "faccia" di questi posti meravigliosi, vissuti in una primavera dal ricordo indelebile. Razz

Certo è un pò triste il ritiro di queste zone, che peraltro hanno un loro fascino magico anche senza neve invernale Very Happy . ...

Il tutto condito con melanzane alla parmigiana (che proprio svizzere non sono!) e soci d'eccellenza, per un ricovero che è una vera 'bicocca': che altro si vuole dalla vita? Razz


P.S.: Bravo il fotografo: riusciresti a vincere un premio anche facendo una foto tutta buia, magari facendo risaltare un singolo granello di polvere Exclamation Laughing
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Torno a casa ma ho già voglia di ripartire. Ho capito qual è il senso di una spedizione.E' salire una montagna andando oltre.E' distaccarsi dalla cima da elenco ... E' vivere l'assenza di radici come un cammino di libertà.... (Silvia M.Buscaini )
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fluto Rispondi citando



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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 18:06    Oggetto:
 
interessante 'sto reportgiro Exclamation Razz Razz

bello Idea
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ape277 Rispondi citando



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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 21:22    Oggetto:
 
Ciao, la foto con i due ghiacciai messi un po' come due rami di iperbole mi ha fatto venire in mente l'immagine in alto qui sotto:


È tratta dal Bachmann, Ghiacciai delle Alpi, del 1980 - tempi un po' migliori, tra l'altro, per i soggetti in questione.
A proposito del Rifugio Hugi, predecessore del mitico Hôtel des Neuchâtelois, la tua foto di impronta piú «gaudente» mi ha fatto venire in mente un olio del caricaturista Disteli, che mostra la comitiva di Hugi in azione, anche se stavolta nella Rottal (che storie! Hugi che dà nome alla Hugisattel lo trovi nella Rottal che dà nome alla Rottalsattel...).
Sembra che anche quelli, in fin dei conti, non se la passassero male; in rete, purtroppo, del dipinto trovo solo una scansione orrenda
http://www.museums-gesellschaft.ch/hugi/hugi_rottal.jpg
Si trova riprodotto bene, in doppia pagina, nella storia dell'Alpinismo di Frison-Roche, edizioni Corbaccio.
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Laga ìa con chel libre di mostàz!!
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fluto Rispondi citando



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Luogo di residenza: piccole dolomiti, pasubio

MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 21:35    Oggetto:
 
ape277 ha scritto:

...

in rete, purtroppo, del dipinto trovo solo una scansione orrenda
http://www.museums-gesellschaft.ch/hugi/hugi_rottal.jpg
...


osti che bella quella tuba Exclamation Exclamation Exclamation
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ape277 Rispondi citando



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Luogo di residenza: Marter Valsugana (TN)

MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 23:22    Oggetto:
 
Una variante di Tuba mirum...
Mi sono preso la briga di fare la scansione
http://www.panoramio.com/photo/79633546
ma questi non-monturati la meritano in pieno.
E poi giú nell'angolino quel botticello, che neanche Botticelli...
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Laga ìa con chel libre di mostàz!!
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Franz77 Rispondi citando



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MessaggioInviato: Ven Set 28, 2012 9:41    Oggetto:
 
Grazie Alberto. Grazie del tuo contributo sempre a tema.
E mi sembri anche ben preparato...
L'immagine è proprio la stessa Wink
Nel report completo c'era proprio il confronto... Wink

ape277 ha scritto:
Ciao, la foto con i due ghiacciai messi un po' come due rami di iperbole mi ha fatto venire in mente l'immagine in alto qui sotto:


È tratta dal Bachmann, Ghiacciai delle Alpi, del 1980 - tempi un po' migliori, tra l'altro, per i soggetti in questione.
A proposito del Rifugio Hugi, predecessore del mitico Hôtel des Neuchâtelois, la tua foto di impronta piú «gaudente» mi ha fatto venire in mente un olio del caricaturista Disteli, che mostra la comitiva di Hugi in azione, anche se stavolta nella Rottal (che storie! Hugi che dà nome alla Hugisattel lo trovi nella Rottal che dà nome alla Rottalsattel...).
Sembra che anche quelli, in fin dei conti, non se la passassero male; in rete, purtroppo, del dipinto trovo solo una scansione orrenda
http://www.museums-gesellschaft.ch/hugi/hugi_rottal.jpg
Si trova riprodotto bene, in doppia pagina, nella storia dell'Alpinismo di Frison-Roche, edizioni Corbaccio.

Mitico il Bachmann! Ma ormai superato Wink
Stasera a Bergamo c'è la presentazione del nuovo catasto dei ghiacciai Lombardi (per il quale sono stato nel comitato editoriale e curato la parte degli itinerari alpinistici) a cura del Servizio Glaciologico Lombardo.
http://caibergamo.it/ddoc/docevento.php?did=2404&filename=GHIACCIAI%20DELLA%20LOMBARDIA.pdf

ape277 ha scritto:
Una variante di Tuba mirum...
Mi sono preso la briga di fare la scansione
http://www.panoramio.com/photo/79633546
ma questi non-monturati la meritano in pieno.
E poi giú nell'angolino quel botticello, che neanche Botticelli...

Bellissima stampa! Fa venire malinconia...
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renrav Rispondi citando



Registrato: 23/01/09 23:28
Messaggi: 2805
Luogo di residenza: TN

MessaggioInviato: Lun Ott 15, 2012 20:00    Oggetto:
 
il passaggio successivo sarebbe di capire se ancora + indietro nel tempo i ghiacciai hanno attraversato periodi di magra come quello attuale, tanto x consolarci un po' semmai fosse dimostrato che è un ciclo dietro l'altro (con accelerazioni diverse ovviamente)
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non esiste notte tanto lunga che impedisca al sole di sorgere
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clark Rispondi citando



Registrato: 22/12/07 10:26
Messaggi: 1856
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MessaggioInviato: Lun Ott 15, 2012 22:19    Oggetto:
 
renrav ha scritto:
il passaggio successivo sarebbe di capire se ancora + indietro nel tempo i ghiacciai hanno attraversato periodi di magra come quello attuale, tanto x consolarci un po' semmai fosse dimostrato che è un ciclo dietro l'altro (con accelerazioni diverse ovviamente)


Certo che ci sono stati periodi più caldi nel passato.
Basta pensare che Ötzi si è seduto in un punto dove 4000 anni fa non c'era ghiaccio e che ne è venuto fuori solo 20 anni fa o che al tempo dei romani si coltivava la vite in Inghilterra.
Il problema è che i cicli climatici hanno vite ben più lunghe delle nostre e questo periodo caldo che stiamo vivendo è solo all'inizio. Comunque non è del tutto un male questo caldo, considerando quel che costa riscaldarci! Wink
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le cose semplici sono le più belle
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Franz77 Rispondi citando



Registrato: 07/04/06 15:17
Messaggi: 371
Luogo di residenza: Bergamo

MessaggioInviato: Mar Ott 16, 2012 12:12    Oggetto:
 
clark ha scritto:
renrav ha scritto:
il passaggio successivo sarebbe di capire se ancora + indietro nel tempo i ghiacciai hanno attraversato periodi di magra come quello attuale, tanto x consolarci un po' semmai fosse dimostrato che è un ciclo dietro l'altro (con accelerazioni diverse ovviamente)

Certo che ci sono stati periodi più caldi nel passato.
Basta pensare che Ötzi si è seduto in un punto dove 4000 anni fa non c'era ghiaccio e che ne è venuto fuori solo 20 anni fa o che al tempo dei romani si coltivava la vite in Inghilterra.
Il problema è che i cicli climatici hanno vite ben più lunghe delle nostre e questo periodo caldo che stiamo vivendo è solo all'inizio. Comunque non è del tutto un male questo caldo, considerando quel che costa riscaldarci! Wink

Aiaiaiaiaiaiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!! Rolling Eyes
Qui, casca l'asino...anzi (scusa) il Clark!!!! Twisted Evil
Non mi cadere nei "false friends"!!!!

Ora non ho tanto tempo per il "dibattito"...ma se venite ad una delle mie serate Wink ne parliam diffusamente!

Sfatiamo il mito che dove non ci sono ghiacciai si passa meglio...
Del tipo se Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti...se il Colle del Teodulo era un famoso passaggio tra sud e nord...dovevano essere secchi e senza ghiacciai e neve.
Pensiamo ai nostri giorni...alle nostre salite...
Il Gran Zebrù dal Colle della Bottiglia era più facile vent'anni fa con un bel pendio omogeneo di neve..o ora con un canale di ghiaccio e detriti?
Potrei continuare con tante vie normali...il Bianco dal Gouter, la Via degli Inglesi all'Adamello...il Passo Brizio dal Garibaldi...La Salimmo...La nord della Presanella...

Quindi assumere che Oetzi è passato sul Similaun con condizioni "secche" è quanto meno una forzatura...
Sicuramente dopo di lui ha fatto più freddo.
In secondo luogo, i ghiacciai, con la loro dinamica, restituiscono corpi e materiali del passato a valle...dopo che questi hanno seguito il flusso glaciale assorbiti dal ghiaccio stesso...

Per quanto riguarda la Terra Verde (Groen Landia) o i vitigni, e altre amenità, ecc, anche qui non ci sono basi certe per affermare che in quei periodi fosse più caldo di ora. Tra l'altro la "leggenda" della Groenlandia sottende una volontà "pubblicitaria" del vichingo (Erik il Rosso) che la scoprì e ne portò le notizie in patria...vantandosi di aver trovato una terra rigogliosa...

E' indubbio invece, che le concentrazioni di gas serra attuali non hanno eguali nel passato...ma anche di milioni di anni fa...pur con tutta l'attività vulcanica che allora c'era.

To be continued.... Rolling Eyes
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Ivan8974 Rispondi citando



Registrato: 05/03/09 13:46
Messaggi: 1027
Luogo di residenza: Tione di Trento

MessaggioInviato: Mar Ott 16, 2012 14:59    Oggetto:
 
Franz77 ha scritto:
clark ha scritto:
renrav ha scritto:
il passaggio successivo sarebbe di capire se ancora + indietro nel tempo i ghiacciai hanno attraversato periodi di magra come quello attuale, tanto x consolarci un po' semmai fosse dimostrato che è un ciclo dietro l'altro (con accelerazioni diverse ovviamente)

Certo che ci sono stati periodi più caldi nel passato.
Basta pensare che Ötzi si è seduto in un punto dove 4000 anni fa non c'era ghiaccio e che ne è venuto fuori solo 20 anni fa o che al tempo dei romani si coltivava la vite in Inghilterra.
Il problema è che i cicli climatici hanno vite ben più lunghe delle nostre e questo periodo caldo che stiamo vivendo è solo all'inizio. Comunque non è del tutto un male questo caldo, considerando quel che costa riscaldarci! Wink

Aiaiaiaiaiaiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!! Rolling Eyes
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Ora non ho tanto tempo per il "dibattito"...ma se venite ad una delle mie serate Wink ne parliam diffusamente!

Sfatiamo il mito che dove non ci sono ghiacciai si passa meglio...
Del tipo se Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti...se il Colle del Teodulo era un famoso passaggio tra sud e nord...dovevano essere secchi e senza ghiacciai e neve.
Pensiamo ai nostri giorni...alle nostre salite...
Il Gran Zebrù dal Colle della Bottiglia era più facile vent'anni fa con un bel pendio omogeneo di neve..o ora con un canale di ghiaccio e detriti?
Potrei continuare con tante vie normali...il Bianco dal Gouter, la Via degli Inglesi all'Adamello...il Passo Brizio dal Garibaldi...La Salimmo...La nord della Presanella...

Quindi assumere che Oetzi è passato sul Similaun con condizioni "secche" è quanto meno una forzatura...
Sicuramente dopo di lui ha fatto più freddo.
In secondo luogo, i ghiacciai, con la loro dinamica, restituiscono corpi e materiali del passato a valle...dopo che questi hanno seguito il flusso glaciale assorbiti dal ghiaccio stesso...

Per quanto riguarda la Terra Verde (Groen Landia) o i vitigni, e altre amenità, ecc, anche qui non ci sono basi certe per affermare che in quei periodi fosse più caldo di ora. Tra l'altro la "leggenda" della Groenlandia sottende una volontà "pubblicitaria" del vichingo (Erik il Rosso) che la scoprì e ne portò le notizie in patria...vantandosi di aver trovato una terra rigogliosa...

E' indubbio invece, che le concentrazioni di gas serra attuali non hanno eguali nel passato...ma anche di milioni di anni fa...pur con tutta l'attività vulcanica che allora c'era.

To be continued.... Rolling Eyes


Giusto a sostegno delle argomentazioni del Clark...

http://www.climatemonitor.it/?tag=ghiacciai

http://www.aineva.it/pubblica/neve43/solda2.htm

...riassumendo dove si è ritirato il ghiaccio pare abbiano trovato alberi preesistenti, testimonianza del periodo caldo intorno al 1200... (vere o false boh... è un fatto comunque che dal 1800 circa in poi i ghiacciai sulle alpi sono in ritiro!)
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SimonRussi Rispondi citando



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MessaggioInviato: Mar Ott 16, 2012 16:21    Oggetto:
 
Franz77 ha scritto:
... Quindi assumere che Oetzi è passato sul Similaun con condizioni "secche" è quanto meno una forzatura...


Lo stato di conservazione del corpo, ci garantisce che Ötzi sia morto e sia stato subito dopo imprigionato dal ghiaccio. Quindi, difficile pensare che sia morto su un terreno secco e "caldo", a meno di non pensare ad una glaciazione istantanea.
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fluto Rispondi citando



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MessaggioInviato: Mar Ott 16, 2012 16:34    Oggetto:
 
SimonRussi ha scritto:
... Quindi, difficile pensare che sia morto su un terreno secco e "caldo", a meno di non pensare ad una glaciazione istantanea.


da astuto investigatore, propendo per l'ultima che hai detto, essendo stato egli letteralmente "freddato" Rolling Eyes Rolling Eyes
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clark Rispondi citando



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Luogo di residenza: Vicenza

MessaggioInviato: Mar Ott 16, 2012 17:45    Oggetto:
 
Franz77 ha scritto:
clark ha scritto:
renrav ha scritto:
il passaggio successivo sarebbe di capire se ancora + indietro nel tempo i ghiacciai hanno attraversato periodi di magra come quello attuale, tanto x consolarci un po' semmai fosse dimostrato che è un ciclo dietro l'altro (con accelerazioni diverse ovviamente)

Certo che ci sono stati periodi più caldi nel passato.
Basta pensare che Ötzi si è seduto in un punto dove 4000 anni fa non c'era ghiaccio e che ne è venuto fuori solo 20 anni fa o che al tempo dei romani si coltivava la vite in Inghilterra.
Il problema è che i cicli climatici hanno vite ben più lunghe delle nostre e questo periodo caldo che stiamo vivendo è solo all'inizio. Comunque non è del tutto un male questo caldo, considerando quel che costa riscaldarci! Wink

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Sfatiamo il mito che dove non ci sono ghiacciai si passa meglio...
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Pensiamo ai nostri giorni...alle nostre salite...
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Quindi assumere che Oetzi è passato sul Similaun con condizioni "secche" è quanto meno una forzatura...
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In secondo luogo, i ghiacciai, con la loro dinamica, restituiscono corpi e materiali del passato a valle...dopo che questi hanno seguito il flusso glaciale assorbiti dal ghiaccio stesso...

Per quanto riguarda la Terra Verde (Groen Landia) o i vitigni, e altre amenità, ecc, anche qui non ci sono basi certe per affermare che in quei periodi fosse più caldo di ora. Tra l'altro la "leggenda" della Groenlandia sottende una volontà "pubblicitaria" del vichingo (Erik il Rosso) che la scoprì e ne portò le notizie in patria...vantandosi di aver trovato una terra rigogliosa...

E' indubbio invece, che le concentrazioni di gas serra attuali non hanno eguali nel passato...ma anche di milioni di anni fa...pur con tutta l'attività vulcanica che allora c'era.

To be continued.... Rolling Eyes


Sulla Groenlandia sono d'accordo e infatti non l'ho citata: al massimo sarà stata verde d'estate e solo sulla costa. Sulla vite in Inghilterra ammetto di avere una conoscenza superficiale. Ma su Ötzi ho qualche dubbio. Il luogo del ritrovamento è un punto dove non ci sono stati movimenti del ghiacciaio quindi il corpo si trovava nel punto dov'era morto. Se non ho capito male, i suoi oggetti sono stati ritrovati come se fossero stati appoggiati alle rocce intorno, in modo ordinato. Ciò fa presupporre che quando Ötzi si fermò lì in quel momento le rocce intorno e sotto di lui fossero libere dal ghiaccio. Una glaciazione improvvisa dopo la sua morte non è pensabile ma una serie di inverni ed estati più fredde del normale da quel periodo in poi può essere credibile, altrimenti non sarebbe arrivato ad oggi in queste condizioni (per grande fortuna della provincia autonoma di Bolzano e della Val Senales) Laughing

Franz77 ha scritto:

Ora non ho tanto tempo per il "dibattito"...ma se venite ad una delle mie serate Wink ne parliam diffusamente!


Questo mi interessa assai! Very Happy Dove e quando le fai? Magari se ne fai una in zona.... (GiovanniBusatoooo!) Very Happy
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SimonRussi Rispondi citando



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MessaggioInviato: Mer Ott 17, 2012 8:09    Oggetto:
 
fluto ha scritto:
SimonRussi ha scritto:
... Quindi, difficile pensare che sia morto su un terreno secco e "caldo", a meno di non pensare ad una glaciazione istantanea.


da astuto investigatore, propendo per l'ultima che hai detto, essendo stato egli letteralmente "freddato" Rolling Eyes Rolling Eyes


bella freddura Rolling Eyes Rolling Eyes
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