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L’altra faccia della ARGENTIERE

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Montagna oltre lo scialpinismo

Franz77 Rispondi citando



Registrato: 07/04/06 15:17
Messaggi: 371
Luogo di residenza: Bergamo

MessaggioInviato: Mar Ott 23, 2012 18:03    Oggetto: L’altra faccia della ARGENTIERE
 
Aiguille d’Argentière, 3901m: Parete N, 700m, D-


Nota, anzi arcinota, per il suo bel versante scialpinistico che parte dal Rifugio d’Argentière e dall’omonimo ghiacciaio (l’avevo percorso nel 2007 con Grigna&co), l’Aiguille d’Argentière ha anche una parete nord elegante e accattivante. Alle sue pendici si estende il vasto ghiacciaio di Saleina. E’ il versante svizzero del gruppo del Bianco, che è delimitato dalla Val Ferret di La Fouly. Mi ripromettevo da sempre di visitare questo bacino accanto a quello del ghiacciaio du Trient. L’occasione sopraggiunge con le ultime nevicate che hanno toccato con minore intensità il Bianco rispetto alle Alpi Centrali.
Con Mara, Inge (Mauro) e Oli scendiamo dall’Italia nella Valle del Gran San Bernardo in un tripudio di colori autunnali, lungo la stradina che porta alla presa d’acqua della Reuse. In 3 ore scarse, seguendo anche un lungo sentiero attrezzato, giungiamo alla Capanna de Saleina. Da qui si apre un magnifico panorama sull’omonimo ghiacciaio e sulla nostra meta. Una volta scesi sul ghiacciaio e dopo una perlustrazione verso la parete (battendo in 15 cm di neve fresca), saliamo al favoloso Bivacco des Plines (o de l’Enverse de Dorées), 2983m. Una struttura in una posizione panoramicissima su tutto il bacino. Nel libro del bivacco che arriva fino a dieci anni fa, non troviamo nemmeno un italiano! L’indomani, attacchiamo la parete che è ancora notte. Dopo l’avvicinamento leggermente faticoso per la neve farinosa, via via che saliamo questa migliora fino a diventare la classica “couic-couic”. Sfioriamo il seracco (60°) proteggendoci sul ghiaccio di esso e giungiamo alla spalla. Da qui per la veloce cresta giungiamo alla paretina finale: divertente e ripida (65°) in ghiaccio morbido. Giunti sulla cresta principale si apre a noi la fantastica visione delle pareti nord di Courtes, Droites e Verte. L’affilata crestina nevosa ci conduce senz’altro alla vetta. Scesi dalla paretina con una doppia da 60, imbocchiamo la via Whymper sul versante Sud, su neve perfetta a ritroso (45°), ma giunti sui 3400 metri decidiamo di attrezzare tre doppie su una parete rocciosa per giungere prima al Colle di Chardonnet. Si rivelerà una soluzione azzeccata. Ultime due doppie ed eccoci di nuovo alla base della nostra parete. Ora ci aspetta solo la lunga discesa (e ahinoi anche la risalita al rifugio Saleina) fino a fondovalle dove giungiamo che è già buio.
Una eccellente via, in un posto magico, con dei validi soci: insomma la “solfa” è sempre la stessa Wink , ma ogni volta ci si ripete che ne valeva proprio la pena!!!


Video della della salita
Mio: http://youtu.be/WY857yaLL5w . E di Inge (molto più professional): http://www.youtube.com/watch?v=jASHlZfzJKM&feature=youtu.be

Il reportage completo allo: http://www.on-ice.it/onice/viewtopic.php?t=14232


E qualche foto qui:







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Due forumisti:"I fotoreports di Franz son come i giornalini pornografici:non leggo il testo,guardo solo le foto.Quindi Franz,continua a postar i tuoi reports, altrimenti mi tocca riabbonarmi a LeOre"
"Franz ormai è come un patrimonio dell'umanità"
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Registrato: 14/05/09 20:17
Messaggi: 2380
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MessaggioInviato: Mar Ott 23, 2012 20:28    Oggetto:
 
Ad un passo dal vuoto, ad un soffio dal cielo,
il silenzio delle anime sul filo di cresta,
ferite della Terra, baratro senza fine,
a circondare le guglie dell'incanto.

Quando il silenzio vale mille parole... Very Happy

Wink
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Torno a casa ma ho già voglia di ripartire. Ho capito qual è il senso di una spedizione.E' salire una montagna andando oltre.E' distaccarsi dalla cima da elenco ... E' vivere l'assenza di radici come un cammino di libertà.... (Silvia M.Buscaini )
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