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La scalata della paura

 
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l'ultima strega Rispondi citando



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MessaggioInviato: Sab Apr 04, 2020 18:23    Oggetto: La scalata della paura
 
LA SCALATA DELLA PAURA

Sono sveglia, ma il silenzio è soffocante. Non un cinguettìo di uccello si espande nell’aria. Silenzio assoluto.

Eppure fino a pochi giorni fa la vita pulsava nelle strade: gli urli dei bambini salivano fino al quinto piano, creando quel filo del suono che oggi è interrotto.

La foto di un uomo a terra in un servizio televisivo ha invaso le nostre case, è l’inizio della scalata. Un carico notevole sulle spalle, un fardello da portare per giorni, un peso che spezza il fiato e lo rende rantolo, e alla fine muore insieme al cuore.

Nella mancanza si rimane in attesa di una rinascita, ma fra di loro c’è una scalata da fare, tanto più pendente quanto più crudele è per questo essere invisibile la voglia di cambiare e di sopravvivere, una lotta impari e una forza potente due volte e mezzo la nostra alla riconquista della sua progenie. La sua diffusione renderà tanto più aspra la scalata, quanto più non saremo in grado di ritrovare noi stessi nell’isolamento.

In fondo salire è essere accompagnati dal nostro respiro, reso più affannoso se crediamo di non farcela, tanto subdolo da farci credere che la cima sia lì, a due passi dal cielo e dai nostri sforzi.
Iniezioni di aria pura che si mescola a quella del corpo; ma questa non vuole uscire, rimane imbrigliata negli alveoli dei polmoni dove il sovrano succhia quel refolo di sospiro fresco per la sua esclusiva sopravvivenza.

Manca il fiato, la voce si affievolisce, e neanche il vento porta più ossigeno nelle parole, non le fa più volare se non attaccate ad una macchina, come un musicista che non può più mollare il suo strumento, vi soffia dentro ma nessuna nota ne esce.

E allora mille voci cantano per lui, generano rumore per ammazzare il silenzio, per urlare al mondo che c’è una forza tanto più grande che li unisce ciascuno nel proprio isolamento, che si può comporre una melodia che si alza al ritmo di questa scalata che mette paura, velocemente e tenacemente; tanto più si alza, tanto più forte sarà la voce.

Ma la paura è subdola, si insinua dentro, corrode il castello di coraggio, fino a metterti alla prova: non vuole che si arrivi in cima e se ne riscenda subito, lascia il tempo di far spaziare lo sguardo sulle bellezze della vita, oggi irraggiungibili da questa punta sempre più alta.

Il vento freddo di cresta preannuncia il panorama: la giornata è tersa, ma lungo ancora è il suo sviluppo. Un passo dietro l’altro porta con sé ancora il suo fardello, lo zaino che pesa del respiro di migliaia di anime, un soffio che se liberato può diventare un uragano.

Ma lui è re, è l’incontrastato potere che tiene in mano la sua vita e quella di questo esercito combattente, pulsante, marciante, disperato. Vestiti di bianco, di verde, di azzurro, di rosso, di arancione, di giallo, popolano l’intorno e la vita in maniera convulsa, veloce, urgente. Entrano con tutto il loro corpo nella scalata, cercando di annientare la paura. Ma la salita verso la cima è inesorabile: una volta iniziata per lo scalatore è difficile la rinuncia.
Quante volte ci siamo sentiti invincibili, quante volte abbiamo esploso fuori l’energia che pensavamo di non avere, troppe volte siamo arrivati a quel limite, riuscendolo a spostare se non di molto quel tanto che basta a farci sentire appagati.
Purtroppo questa è una salita obbligata, pesante, faticosa, una sola ricompensa ci appagherebbe: arrivare sul punto più alto e ridiscendere subito, velocemente, senza sguardi al panorama, senza gioia, se non quella di fare tana e ritornare alle bellezze della valle. Non è così, uno sguardo lungimirante spalanca le porte ad una lunghissima cresta, affilata, sospesa nel vuoto della paura, dove un abbraccio è negato per mancanza di spazio, dove un bacio lanciato si perde negli abissi, e la via di discesa è lontana.

Lacrime inondano questo percorso affilato, scendono a valle per gravità, loro sì velocemente, formando fiumi e torrenti impetuosi che è impossibile bloccare. Gocce che si uniscono a quel respiro di migliaia di anime, e adesso sì che scaturisce violento l’uragano, piove dall’alto con tutta la violenza e l’energia che genera dirompenza nella sua tromba d’aria, scalciando, annientando, allagando, soffocando il mondo di quel popolo di combattenti, quell’esercito che fiero continua a salire nella speranza di una discesa veloce.

Bandiere, parole filtrate, canzoni stonate, lacrime, fatica, sorrisi, isolamento, cartelli colorati, disegni, solidarietà, di questo aumenta il peso dello zaino, tutto questo contemporaneamente rallenta la salita del re, si unisce alla determinazione che talvolta è appagante rinunciare a un desiderio di vetta, anche se proprio oggi per poter riscendere siamo costretti comunque ad arrivare e percorrere la sua cima.

Torneremo a riabbracciarci più forte di prima!
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Torno a casa ma ho già voglia di ripartire. Ho capito qual è il senso di una spedizione.E' salire una montagna andando oltre.E' distaccarsi dalla cima da elenco ... E' vivere l'assenza di radici come un cammino di libertà.... (Silvia M.Buscaini )
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Valentino_52 Rispondi citando



Registrato: 21/02/06 09:49
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MessaggioInviato: Mar Apr 07, 2020 9:45    Oggetto: Re: La scalata della paura
 
l'ultima strega ha scritto:
......... uno sguardo lungimirante spalanca le porte ad una lunghissima cresta, affilata, sospesa nel vuoto della paura, dove un abbraccio è negato per mancanza di spazio, dove un bacio lanciato si perde negli abissi, e la via di discesa è lontana.

........


Bello!
Brava Streghetta Wink

l'ultima strega ha scritto:
Torneremo a riabbracciarci più forte di prima!


Speriamo non di nascosto, da partigiani Rolling Eyes
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