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| paoloche |
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Registrato: 09/03/06 11:17 Messaggi: 700 Luogo di residenza: Padova
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Inviato: Lun Feb 17, 2025 10:59 Oggetto: Tracce di salita |
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Prendo spunto da:
https://thetop.it/?page=view_abs&n_abs=34313&visto=yes
per aggiungere un commento sulla verticalita' delle tracce. Per un superbradipo come me, le tracce abbastanza dritte non vanno sempre male, anzi. Basta andare piu' piano in termini di frequenza dei passi, tanto quella che conta per la fatica e' la velocita' in verticale. Il vero problema, per me e, dalle mie osservazioni per molti dei miei compari usuali (altrettanto bradipi), e' lo stato delle pelli. Con pelli nuove ammetto che anch' io cerco il percorso piu' verticale possibile che mi permette di mettere gli sci piu' piatti e di far dislivello col minimo dellla fatica andando ad un passo lento. Diversissimo il discorso appena uso pelli vecchie perche', se lo sci non tiene sulla traccia ripida, son problemi e la fatica aumenta esponenzialmente. |
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| Ruthi |
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Registrato: 02/03/12 10:57 Messaggi: 1677 Luogo di residenza: Terlano BZ
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Inviato: Lun Feb 17, 2025 14:27 Oggetto: |
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ODIO le tracce ripide - se non mi va seguirle me la faccio nuova più piatta  |
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| Valentino_52 |
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Registrato: 21/02/06 09:49 Messaggi: 7330 Luogo di residenza: TRENTO
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Inviato: Lun Feb 17, 2025 20:25 Oggetto: |
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| Ruthi ha scritto: | ODIO le tracce ripide - se non mi va seguirle me la faccio nuova più piatta  |
Totalmente d'accordo e condivido quanto scritto dal vecchio Leo(ne) nel suo post.
Negli anni 80 i miei Istruttori di Scialpinismo dicevano che se una traccia è fatta bene non dovrebbe servire nemmeno l'alzatacco
Poi io ho sempre avuto l'impressione che chi fa le tracce ripide è perchè, nella maggior parte dei casi, non sa fare le inversioni _________________ "Le azioni più straordinarie sono quelle semplici e spontanee" (Grizzly 1-5-2010) |
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| Leo |
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Registrato: 27/01/07 17:31 Messaggi: 5238 Luogo di residenza: Zoldo
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Inviato: Ven Feb 21, 2025 22:37 Oggetto: |
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mmmmmm...non sono così sicuro che sia proprio come dici Paolo...a proposito della velocità in verticale. Ad es. se son costretto a fare tre gradini ripidi dove il ginocchio mi arriva al mento posso farli quanto piano voglio ma le energie spese sono notevoli! con le stesse energie supoererei lo stesso dislivello anche percorrendo molta più strada! _________________ "..... tutta questa ghiaia sparpagliata fin sul baratro estremo di tutti gli appoggi che da l’idea del perenne e inevitabile movimento verso valle al quale non vorresti partecipare.. se possibile! " ...(da "Spiz ® e otoliti" di G.B.) |
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| paoloche |
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Registrato: 09/03/06 11:17 Messaggi: 700 Luogo di residenza: Padova
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Inviato: Ven Feb 21, 2025 23:51 Oggetto: |
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| Leo ha scritto: | | mmmmmm...non sono così sicuro che sia proprio come dici Paolo...a proposito della velocità in verticale. Ad es. se son costretto a fare tre gradini ripidi dove il ginocchio mi arriva al mento posso farli quanto piano voglio ma le energie spese sono notevoli! con le stesse energie supoererei lo stesso dislivello anche percorrendo molta più strada! |
In parte ti do ragione, ad esempio, con l' eta' , vedo che appena la traccia si raddrizza il fiato tende a diventar fiatone e rallentare troppo non e' possibile. Una cosa pero' mi infastidisce nei percorsi che cercan la diagonale piu' che la diretta ed e' quando le due rotaie si dispongono ad altezze diverse per cui un ginocchio resta piegato piu' dell' altro.
Ma alla fine siamo a discussioni accademiche, le variabili in gioco son sempre tante ed ognuno ha le proprie preferenze che non e' detto siano sempre le stesse (eta', forma fisica, lunghezza del percorso, tipo di neve giocano la loro parte).
Peccato solo che sto we mi sa che salto...
P. |
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